Quanto è “cringe” Bergoglio: per lui Ucraina e russia sono fratelli
Papa Francesco non si smentisce mai, non ce la fa proprio. Dopo aver lisciato il pelo ai giovani cattolici russi, dopo aver evocato la resa incondizionata dell’Ucraina (la famosa bandiera bianca), dopo non aver mai apertamente condannato la guerra totale scatenata dalla russia è tornato a ripetere la solita propaganda putiniana oggi 15 Dicembre in Francia, ad Ajaccio: Ucraina e russia sono fratelli. Sono le parole di putin, sono le parole che giustificano l’invasione, la morte, le torture e la violenza russa.
Discorsi da quattro soldi da oratorio di paese
Quando ero piccolo come tutti quelli della mia età ero costretto a frequentare la chiesa e l’oratorio, con preti, suore e annessi e connessi. E quindi vai di siamo tutti fratelli, pace incondizionata tra tutti i popoli, volemose bene e cose così. Ne ho sentite di banalità. Ma erano discorsi adatti a bambini di dieci anni o giù di lì. Che oggi queste stesse fanfaronate vengano ripetute da persone adulte è come minimo cringe. Quando ho letto queste testuali parole di Bergoglio (le trovate sul sito ufficiale del vaticano) “E la Santa Madre di Dio ottenga la sospirata pace per il popolo ucraino e il popolo russo. Sono fratelli – “No, padre, sono cugini!” – Sono cugini, fratelli, non so, ma che si intendano! La pace! Fratelli, sorelle, la guerra sempre è una sconfitta” non ho provato sconcerto, non mi sono neppure arrabbiato come forse avrei fatto un paio di anni fa. Mi sono imbarazzato per lui, per la sua profonda convinzione putiniana, per la sua scarsa caratura internazionale e conoscenza politico-sociale degli eventi.
Lo spiegone per i vecchi e le parole che non ha mai detto
Probabilmente a Bergoglio farebbe comodo un bello spiegone, quello che viene di solito fatto cicliclamente per i vecchi nei telefilm in TV per non far loro perdere il filo del discorso e, in questo caso, per spiegargli le basi della questione. Spiegargli che una riconciliazione tra ucraini e russi non sarà mai possibile. Ma anche questo forse non basterebbe. Le sue convinzioni ormai affondano decise nel più becero pacifismo da piazza cattocomunista, quando non nella più pura propaganda putinania, non c’è verso di fargliele cambiare, nemmeno mostrandogli la gravità delle sue parole. Parole che se dette da un prete di paese possono passare inosservate, se dette da lui invece hanno un peso specifico ben diverso e possono fare molto male a tutta la comunità ucraina.
In questo circo Bergoglio dal 2022 non ha mai fatto un minimo accenno però sulle colpe della russia, sull’invasore, sull’aggressore. Non ha mai fatto un accenno agli assassini di migliaia di ucraini, ai colpevoli di questo nuovo genocidio. Mai. Eppure sono parole semplici: “Prego la Vergine Maria affinchè la russia venga sconfitta militarmente e ponga fine alla sua infame guerra di aggressione in Ucraina”. Che ce vuole Francè?
Permettere ai russi di venire in Europa per le vacanze come se niente fosse è sbagliato: danneggia gli ucraini e normalizza gli aggressori.
La patetica letterina di Yulia Navalnaya a Kaja Kallas per limitare le sanzioni agli ordinary russians è esattamente quello contro cui combattiamo ogni giorno.
Il direttore della sala stampa del Vaticano prova a mettere una pezza alle parole di Bergoglio sull'alzare bandiera bianca, prendendoci tutti per idioti.
I propagandisti filorussi non dormono mai e i sindaci italiani gli danno pure una mano. Firmato accordo tra il comune sardo di Sennariolo e la città russa di Beslan.
