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Il dramma dei bambini ucraini deportati in russia e il programma Bring Kids Back UA

La deportazione forzata in russia dei bambini ucraini è un argomento complesso, un orrore di cui spesso è difficile parlarne e di cui è sicuramente difficile realizzare la brutale portata dell’odio e della sistematica campagna genocidiale che i russi hanno avviato in Ucraina. E’ difficile, ma dobbiamo parlarne. Non pensiamo che la guerra sia solo fatta di droni, di missili e di tank. La guerra, il genocidio in questo caso, è tanto altro e avvolge per intero tutta la società ed i risvolti civili di un popolo.
Il rapimento di minori, reato per il quale putin è incriminato alla Corte Penale Internazionale, è forse il più subdolo perchè colpisce la fetta di popolazione più fragile e indifesa e le cui ripercussioni si avranno nel futuro del paese, nel futuro di intere generazioni.
Per questo il Presidente Zelensky ha avviato il programma Bring Kids Back UA, una complessa operazione per ritrovare questi bambini, riportarli a casa e reintegrarli nella società libera ucraina supportandoli psicologicamente.

La russificazione dei bambini deportati in russia

Migliaia di bambini ucraini sono stati rapiti e deportati forzatamente in russia con il deliberato scopo di russificarli cancellando tutto il loro background socioculturale con il quale sono cresciuti. Questo, oltre ad essere un crimine penale meschino e vomitevole, è il tentativo di mettere in atto una vera e propria sostituzione etnica, come quella che sta avvenendo nei territori temporaneamente occupati che qualcuno vorrebbe cedere agli invasori così, come se fosse solo un gioco o uno scambio commerciale.
La cancellazione dell’identità, la separazione dalle proprie famiglie ed il coinvolgimento a tutti gli effetti di questi bambini nella guerra e nello schema russo di genocidio sono dei traumi da cui questi ragazzi difficilmente si riprenderanno. L’odio verso la loro patria d’origine inculcato in questi anni dai rapitori si trasformerà in una bomba ad orologeria sociale pronta ad esplodere contro l’Ucraina. E’ un crimine studiato, non improvvisato, uno schema costruito appositamente, proprio come il “gioco” Zarnitsa 2.0 in cui sono coinvolti gli studenti dei territori temporaneamente occupati.

Riportare i bambini a casa e supportarli psicologicamente

L’Ucraina ha dal canto suo messo in campo diverse attività per riportarli a casa, un lavoro mastodontico e complesso sotto tanti punti di vista. I bambini, anche una volta individuati in russia o nei territori occupati, non possono essere riportati a casa così come niente fosse. La task force di Bring Kids Back UA è una struttura complessa che comprende team legali e diplomatici e solo grazie alla collaborazione di governi alleati può con grande difficoltà riuscire a rimpatriare le piccole vittime dell’inferno russo. Ma questo è solo l’inizio.
I bambini tornati nelle loro famiglie dopo la prigionia (uso questo termine apposta) russa presentano spesso gravi traumi e non possono essere abbandonati a sè stessi.
Immaginatevi di essere un bambino di dieci anni e di essere portato lontano da casa per migliaia di chilometri e che vi venga detto che tutta la vostra vita precedente era una bugia e che i vostri genitori erano degli assassini nazisti e drogati. Fa impressione solo scriverle queste parole, ma in realtà fanno parte della strategia di russificazione in atto nell’Ucraina occupata. Ansia, depressione e disturbi da stress post traumatici colpiscono i ragazzi salvati dalla russia ed il processo di guarigione è necessariamente lungo e difficoltoso. Per questo il governo ucraino ha istituito nel paese oltre 100 istituti di salute mentale e 140 centri di resilienza per far percorrere ai bambini affetti da questi disturbi un percorso di riabilitazione per il loro reintegro a tutti gli effetti nella società e nelle loro famiglie. Un continuo sforzo per istituzioni e famiglie di un paese in guerra.

Bring Kids Back UA

Proprio per questo il Presidente Zelensky ha istituito la task force Bring Kids Back UA per rintracciare e riportare a casa i bambini ucraini deportati in russia, per curarli fisicamente e psicologicamente, per fornire assistenza economica e legale alle famiglie e per prevenire nuovi rapimenti.
E’ anche un progetto di sensibilizzazione verso le nostre società occidentali su di un problema a cui spesso nemmeno pensiamo, ma che peserà nel futuro della nuova e libera ucraina dopo la vittoria finale contro mosca e che, lasciatemelo dire, esprime tutta la differenza tra un paese umano ed uno stato canaglia criminale e disumano come la russia.
Sul sito di Bring Kids Back UA e sui loro social potrete trovare tutte le informazioni a riguardo, anche per donare per sostenere questo progetto istituzionale.

Il dramma dei bambini ucraini definisce perfettamente la russia

Il dramma dei bambini ucraini deportati non è semplicemente uno dei tanti tasselli che compone il mosaico di una guerra. Non è una cosa secondaria, un aspetto inferiore ad altri.
E’ un vero e proprio fronte di guerra, è un crimine odioso e brutale contro una popolazione, è la riprova della disgregazione morale della russia e di tutto coloro che intendono ripristinare rapporti con loro. Se, in possesso di tutte le mie facoltà mentali, dovessi mai pensare di deportare un solo bambino fuori dal suo paese strappandolo alla sua famiglia e alle sue origini, l’unica cosa che mi rimarrebbe sarebbe spararmi un colpo in testa e farla finita.
La russia invece è proprio questo. E’ il male impersonificato in un paese di 144 milioni di persone colpevoli di rapimento di minori (e molto altro) che dovrebbero farla finita una volta per tutte con le loro vite e che invece si ostinano a cercare di traslare il loro malessere su popolazioni innocenti e, prima del loro arrivo, libere. I russi sono questo, sono Bucha, sono Mariupol, sono le fosse comuni, sono gli stupri, sono il rapimento di bambini innocenti. Sono il male e vanno fermati, non assecondati.

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