Gergiev e la morte dell’Italia
L’appuntamento alla Reggia di Caserta con il direttore d’orchestra e (soprattutto) propagandista russo Gergiev è il disastro annunciato che ci metterà di fronte alla morte morale dell’Italia. Non ci deve stupire se siamo arrivati a questo punto, negli anni c’è stata una costante escalation di eventi russi per testare le nostre difese. Risultato: siamo spacciati.
Gergiev in Italia è una vergogna mondiale
Parliamoci chiaro, Gergiev in Italia è una vergogna mondiale a cui ci siamo volontariamente sottoposti. E’ l’eutanasia ad un corpo malato afflitto dalle metastasi del rossobrunismo e della propaganda russa.
Nessuno potrà mai giustificare e perdonare i mandanti di questo assassinio astratto di un paese corrotto moralmente e incapace di stare per l’ennesima volta dalla parte giusta della storia.
Perchè questa non è la prima volta che la propaganda russa si infiltra nelle istituzioni, ormai è divenuta la regola. Ricordate il caso Romanovsky che miracolosamente riuscimmo a bloccare? Ricordate la soprano Netrebko a Milano e a Verona (e prossimamente al Festival Puccini di Viareggio)? Ricordate quei film e documentari spazzatura di propaganda proiettati finanche nelle sedi istituzionali pubbliche? Bene, non stupiamoci ora che De Luca & co. stiano sostenendo le tesi della propaganda russa, ovvero di come la cultura sia estranea alla guerra, perchè questa è l’Italia in cui viviamo e questi sono i politici che gli italiani hanno legittimamente scelto alle ultime elezioni: populisti, pacifisti e filorussi. Nessuno ha mai nascosto niente, nessuno di chi ora siede nella stanza dei bottoni si è mai venduto diversamente da quello che oggi dimostra di essere. Tranne ovviamente per il caso Scalfarotto di Italia Viva, ma di questo ne abbiamo già parlato.
La Camera dei Deputati italiana è costituita da 400 membri, il Senato italiano è composto da 200 membri più i Senatori a vita. Sono oltre 600 individui che ci rappresentano e che, tranne pochissimi (un numero veramente ridicolo), non ritengono di dover intervenire seriamente per bloccare questa pietosa messinscena putiniana, nonostante il caso stia facendo il giro del mondo esponendo l’Italia (e gli italiani) al pubblico ludibrio. In fondo ce lo meritiamo per le nostre scelte scellerate fatte alle urne nel corso degli anni. E no, non è vero che “tanto non sarebbe cambiato niente”, perchè non è così. Alle ultime elezioni europee Forza Italia ha preso quasi il 10% dei consensi con la macabra candidatura ombra (ma neanche troppo ombra) del defunto Berlusconi, tanto per intenderci. E’ così che non cambierà mai niente.
Se gli attivisti italiani e ucraini a contrastare questo attacco di propaganda russa sono tanti, tra i politici non possiamo sempre fare affidamento solo ed esclusivamente alla Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. E’ troppo sola e l’effetto delle parole di una persona sola alla lunga perdono di efficacia.
Un paese ucciso dalla propaganda
Se il 27 Agosto Gergiev salirà regolarmente sul palco (e tutto lascia intendere che avverrà dopo le parole di De Luca e del direttore della rassegna alla Reggia di Caserta) l’Italia potrà finalmente dichiararsi clinicamente morta. Sarà la fine per un paese trascinato oltre il fondo del barile dalla sua fascinazione storica e immotivata verso la russia.
La propaganda russa sta uccidendo un paese debole, disinteressato e moralmente allo sbando. Il paese del “sono per l’Ucraina ma…”, il paese del pacifismo e della difesa senza armi. Il paese che ha traslato i discorsi del pacifismo disimpegnato da oratorio di Don Angelo (chiunque esso sia) alla Camera, al Senato, nei palazzi delle Regioni e fin nelle più infime sale comunali. Che finchè hai 7 anni sono discorsi che vanno anche bene, poi dovrebbero risultare un po’ insultanti per la ragione umana. Dovrebbero, appunto.
L’Italia è una preda fin troppo facile per i predatori russi.
Il propagandista russo Gergiev è solo il veleno che uccide il nostro paese, ma ad iniettarlo ci stanno pensando centinaia di politici compiacenti (di destra e di sinistra) e milioni di italiani inerti e già assuefatti da tempo all’idea che, in fondo in fondo, la russia non è nostra nemica. Se davvero l’evento non sarà annullato, su quel palco Gergiev non dirigerà nessun Overture, ma solamente un triste Requiem per il nostro paese, morto suicida a spese della collettività (sì, perchè Gergiev verrà pagato con fondi pubblici).
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