ANNULLATO! Ci riprovano: il propagandista Romanovsky a Bologna a CUBO LIVE
Dopo le polemiche e l’annullamento del concerto all’Università La Sapienza di Roma nel 2024 il pianista filorusso Alexander Romanovksy è stato invitato ad esibirsi nuovamente in Italia, a Bologna per la precisione. L’evento pianificato per il 5 Agosto fa parte di CUBO LIVE rassegna di spettacoli dal vivo promossa da CUBO, il museo d’impresa del Gruppo Unipol.
Dobbiamo ancora mostrare di essere decisi a non soccombere a questo attacco della propaganda russa in Italia: Alexander Romanovsky non deve esibirsi a Bologna. Lo dobbiamo agli ucraini, lo dobbiamo alle vittime del terrorismo russo.
Propaganda russa all'attacco in Italia
Nel giro di poche settimane in Italia si esibiranno (o forse si sarebbero dovuti esibire) diversi artisti servi del cremlino: Gergiev a Caserta (annullato), Anna Netrebko al Festival Puccini e Alexander Romanovsky a Bologna. Se non è un attacco combinato questo ditemi voi cos’è. Di sicuro restano delle scelte infelici da parte degli organizzatori, destinate a creare polemica.
Più che per la sua musica, Alexander Romanovksy è diventato tristemente celebre per aver suonato il piano in onore dell’esercito russo a Mariupol, la città martire ucraina, di fronte al teatro bombardato dai russi stessi in cui persero la vita centinaia di persone intrappolate tra le macerie. Quei cittadini ucraini si trovavano all’interno del teatro per difendersi proprio dai missili russi ed invece hanno trovato la morte. Nonostante tutto questo, Romanovsky ha avuto il coraggio di suonarci davanti per gli occupanti senza alcun rispetto per le vittime innocenti e per la città stessa di Mariupol, devastata dall’esercito del criminale internazionale putin.
Sono questi gli artisti che vogliamo in Italia? E’ questo il genere di cultura che desideriamo applaudire e omaggiare?
Vorrà dire che combatteremo anche questa battaglia. Vorrà dire che ci rimboccheremo le mani e faremo di tutto affinchè Bologna non veda un propagandista del calibro di Romanovsky esibirsi, proprio come si esibì sulle ceneri del Teatro di Mariupol.
Se per il direttore d’orchestra Gergiev si sono mobilitati in tanti, lo stesso deve accadere per Romanovsky, anch’egli complice di sostegno al regime criminale e terrorista di mosca: per lui e per tutti quelli come lui in Europa ed in Italia non c’è spazio.
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