Lo sciagurato regolamento di conti con Zelensky
Il fiume d’odio su Zelensky riguardo la questione dell’organo anticorruzione NABU che si è scatenato sui social avrà fatto dire ai capoccia della fabbrica dei Bot di San Pietroburgo: “dopo anni in cui ci siamo inventati la qualunque per screditare Zelensky…alla fine bastava così poco, bastava lasciar fare agli ucraini e ai loro simpatizzanti!”.
Fare pace con la figura di Zelensky
Cos’altro deve fare un uomo come Zelensky per godere di stima da parte nostra e per far sì che qualche sbaglio (non che sia questo il caso) glielo si possa anche concedere? Probabilmente non c’è una risposta a questa domanda, probabilmente non può fare nulla di più. La figura di Zelensky è una figura che ci intimorisce perchè mette a nudo tutte le nostre debolezze le nostre vigliaccherie. Noi i leoni da tastiera che ci confrontiamo quotidianamente con il carisma di un uomo che non è scappato quando Biden gli offrì un aereo per mettersi in salvo da una Kyiv sotto attacco, che ha affrontato Trump nella gabbia di fuoco dello Studio Ovale, che instancabilmente raccoglie il supporto del mondo civile attorno a sè. Perchè ricordatevi che senza Zelensky probabilmente l’Ucraina oggi non esisterebbe più, sarebbe uno stato federato alla russia.
L’unico modo per uscirne è fare pace con noi stessi smettendola di volerci confrontare con lui, è una partita persa. Noi siamo quello che siamo, quelle cose non le faremo mai, quel coraggio non alberga in noi.
Ma poi davvero credevate di farcela bere che il vero problema fosse la statalizzazione dell’organo indipendente di anticorruzione ucraino? Ma davvero mi volete far credere che sapevate della sua esistenza?
Mi ricorda un po’ il famoso referendum del 2016 in Italia, il referendum Renzi, dove sotto la spinta poi accertata della propaganda russa mezza Italia era diventata sostenitrice e fan numero uno del CNEL che Renzi voleva abolire. Robe da matti vero? Eppure è un po’ questa la situazione in cui ci troviamo e non c’è nulla da ridere, come nulla c’era da ridere all’epoca. La propaganda russa sta cavalcando il vostro odio per Zelensky per arrivare finalmente a raggiungere l’obbiettivo maximo della sua campagna: la rimozione del presidente per indebolire l’Ucraina.
Ora, io non dico che Zelensky non debba essere mai criticato, ma almeno criticatelo per qualcosa di serio, criticatelo ferocemente quando accetterà di cedere volontariamente dei territori occupati alla russia, criticatelo quando deciderà di mettere come primo ministro alla Rada Yanukovich, criticatelo quando avverrà qualcosa di grosso. Se la vostra linea rossa è questa dell’organo anticorruzione allora c’è qualcosa che non va nel vostro sistema di comprensione del mondo odierno, della guerra e della politica.
L'ordinario e lo straordinario
Detto questo mi fa piacere di leggere che così tanti ucraini si sentano già appartenenti all’Unione Europea. Eh già perchè il non comprendere la necessità di atti straordinari in tempi di emergenza straordinaria è proprio una cosa da UE che tratta tutto come se si trattasse di ordinaria amministrazione. C’è una pandemia? Nessun problema, niente fretta, convocheremo tra un paio di settimane un consiglio dei ministri. C’è una guerra? No problem, tra un mese faremo un bel vertice informale.
Perchè ragazzi il tentativo di estromissione di agenti russi dall’anticorruzione è un atto straordinario che ha bisogno di tempistiche straordinarie. E ha bisogno di un intervento rapido e deciso. L’Ucraina è in guerra ed in guerra di ordinario c’è ben poco. Avete voglia poi a criticare l’Unione Europea che è lenta, che non fa niente, che pensa solo ai regolamenti.
La critica di accentramento di poteri a Zelensky è proprio questo, è il non capire che epoche straordinarie necessitano di provvedimenti straordinari. Provvedimenti che devono snellire una macchina burocratica elefantiaca, provvedimenti che devono essere immediati, che devono agire subito. Lo capite questo?
Da qualunque lato guardo questa faccenda vedo solo affari sporchi, conti da regolare con la figura di Zelensky e un tentativo di autodistruzione da parte ucraina che mai mi sarei immaginato di conoscere. Ci vedo tanta approssimazione di ragionamento e tanta volontà di cavalcare l’onda di questo evento per farsi vedere, per essere il personaggio del momento, l’influencer di cui non sentivamo la mancanza. E forse poi alla fine sarà solo questo: l’egocentrismo di molti che ha piegato la ragione al desiderio di apparire e che domani, per fortuna, non interesserà più a nessuno.
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