Missione Nobel per la Pace: l’incontro Trump – putin non sarà inutile, anche se sarà una pagliacciata
Alla fine Trump e putin si incontreranno. Non ci sono ancora molti dettagli a riguardo, ma accadrà presto, la prossima settimana.
Come dobbiamo prenderla? Beh difficile dirlo, i due non sono certo campioni di etica e morale e probabilmente nell’immediato non porterà a nulla di decente, ma è importante che qualcosa si muova perchè l’immobilismo diplomatico non fa comunque certo del bene a Kyiv.
Scendere a patti con la realtà
E’ ovvio che avremmo preferito un altro scenario. Chi non ha mai sognato l’esercito NATO boots on the ground in Ucraina? Chi non ha mai sognato i Taurus in volo su Mosca?
Tutto bello, tutto auspicabile, ma dopo quasi quattro anni dobbiamo anche noi cedere qualcosa alla realtà e venire a patti con la situazione internazionale. E dobbiamo capire che comunque qualcosa è cambiato nella postura USA dopo quello sciagurato inizio di mandato quando per Trump Zelensky era un dittatore malvestito e l’Ucraina non aveva carte da giocare. Ok la diffidenza verso Donald, nulla cancellerà le sue scellerate azioni e le sue infamanti parole, ma non voler vedere il cambiamento non è serio.
Perchè questo cambiamento c’è stato ed è stato un capolavoro diplomatico di Zelensky e dei leader alleati che in questi ultimi mesi grazie all’applicazione di basiche teorie psicologiche hanno messo in piedi una vera e propria circonvenzione di incapace.
Chi a Febbraio 2025 dopo l’aggressione a Zelensky nello Studio Ovale di Washington avrebbe pensato ad un recupero della situazione in così breve tempo? Eppure oggi una speranza che qualcosa stia cambiando c’è e non possiamo non vederla.
Qualcuno dirà “troppo poco”, qualcuno dirà che non si fida. Tutto vero, concordo, ma piuttosto che morire ed essere schiacciati è meglio sopravvivere. I conti con Trump, anche se nessuno vuole, bisogna pur farli, perchè fino al 2028 sarà lui il Comandante in Capo dell’esercito più potente al mondo.
Ovviamente avremmo oggi voluto essere in una situazione diversa, ma non mi pare che gli alleati si stiano svenando per armare Kyiv. Dopo il via libera delle scorse settimane di Trump per l’acquisto di armi USA da girare in Ucraina solo i Paesi Bassi si sono fatti avanti. Questo sì è davvero troppo poco. E i famosi 300 miliardi di asset russi congelati in Europa che tutti avremmo voluto trasformare in missili e munizioni per l’esercito di Kyiv? Che siano ancora intoccabili nelle banche europee questo si che è uno scandalo. Con queste credenziali, Trump o non Trump, dove pensiamo di andare?
Facciamo i conti con la realtà e accogliamo questa nuova possibilità. Poi vedremo.
Cosa aspettarsi dall'incontro Trump - putin
Appurato che alternative non ce ne sono poi molte, cosa dobbiamo aspettarci dall’incontro Trump – putin?
Inutile farsi venire troppi mal di testa, sapremo qualcosa di ancora indefinito solo a fine meeting. Figuriamoci ora. Ma qualche supposizione possiamo pur farla.
Anzitutto che putin abbia accettato è un fatto molto strano. E’, nella mia opinione e visti gli scenari attuali, un segnale di debolezza del presidente russo. Certo, non lo ammetterà mai, ma perchè giocarsi questa carta se il tuo esercito “sta per fare crollare il fronte di Kyiv” e se “tutti gli obbiettivi militari sono stati fin qui raggiunti”?
Perchè perdere tempo con Trump se “le sanzioni non stanno facendo male all’economia della russia”? Perchè semplicemente non tirare dritto per la propria strada dato che ogni notte “la difesa aerea russa abbatte tutti i droni ucraini”?
Penso che pur essendo molto poco informato sulla realtà della guerra che lui stesso ha voluto, quel poco che sa comincia a regalargli qualche notte insonne. Ergo è possibile che il crollo dell’economia russa non sia più solo un caldo sogno bagnato di noi filo-Kyiv, ma sia uno scenario molto molto realistico. Ed è anche probabile che le minacce di dazi secondari ai complici di mosca (Cina, India e Brasile in testa) non gli siano così indifferenti e che potrebbero davvero mettere a dura prova le scorte dell’esercito terrorista russo.
Trump, di contro, è facilmente malleabile quando si trova in mezzo a gangster come lui ed un tentativo di riprendere in mano la situazione che sembra scappata di mano è probabile che putin lo voglia provare.
Non vedo nessuna altra motivazione.
Quello che invece vuole raggiungere Trump da questo meeting è invece palese, per quanto fantasioso. Lui vuole il Nobel per la Pace, lui vuoi cancellare Obama. E ha capito, o almeno qualcuno di cui si fida glielo ha detto, che l’unica possibilità per ottenerlo è far tacere le armi in Ucraina. Per fortuna che qualcuno gli ha anche detto che tra i prerequisiti per il Nobel non può esserci la resa incondizionata di Kyiv.
Non credo che neppure abbandonerà davanti a putin l’Ucraina, quello lo ha già fatto appaltando l’intera gestione degli aiuti militari all’Europa, non c’è bisogno di ribadirlo, è una condizione già esistente.
Anche qui non vedo alcuna altra motivazione. Il che è molto triste. E’ triste perchè una guerra così cruenta che è costata migliaia di vite innocenti si è ridotta ad un fatto personale tra due gangster, perchè la ricerca di una pace giusta non comporta più il raggiungimento di alti ideali morali, ma è fine solo al soddisfacimento di un ego sproporzionato da un lato e fine al compimento di politiche imperialiste e terroriste dall’altro. Ed è ancora più triste pensare che la situazione poteva essere persino ben peggiore di così e che questo, a quanto pare, nel 2025 è il migliore dei mondi possibili.
Il disinteresse dei cittadini occidentali nei confronti della guerra di Ucraina è massimo. Ma lo sappiamo che la guerra è già a casa nostra?
Israele e Ucraina non stanno combattendo due conflitti regionali, ma sono impegnate su due fronti differenti nella stessa guerra, contro gli stessi nemici.
Il pagamento per gli enormi danni causati dalla guerra russa in Ucraina sconvolgeranno l'economia russa per generazioni. Le sanzioni di oggi sono in confronto uno scherzo.
I propagandisti filorussi non dormono mai e i sindaci italiani gli danno pure una mano. Firmato accordo tra il comune sardo di Sennariolo e la città russa di Beslan.
