zelensky abito casa bianca

L’abito di Zelensky parte II

Lascio a tutti gli altri approfondire tematiche politiche e strategiche derivanti dall’incontro di ieri alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e l’Europa unita. Tanto a parte le dichiarazioni di facciata, già ampiamente pronosticate nei giorni scorsi, nessuno sa niente ed ogni commento a riguardo è puro esercizio di stile. Ed è inutile anche commentare quell’egomaniaco di Trump. L’unica cosa da sottolineare, ed è importante farlo, è che il messaggio uscito dal meeting di ieri aveva un unico destinatario: vladimir putin. Non gli ucraini, non gli europei, non Trump, non Zelensky. Ed il messaggio è stato forte e chiaro: siamo uniti e siamo contro di te.

All’indomani dell’aggressione avvenuta nello Studio Ovale di Febbraio Olena Lashchuk qui su Stand for Ukraine scrisse nel suo pezzo “L’abito di Zelensky e il tessuto più prezioso: la dignità” che il Presidente Ucraino “vestiva di dignità, di umanità, di libertà, di coraggio, di forza e d’amore per il suo popolo, per noi ucraini di tutto il globo“. E ancora “Quell’abito non si può comprare. E noi popoli liberi quei materiali rari li dobbiamo proteggere con ogni mezzo perché sono in via d’estinzione.“. Quell’abito ieri era ancora lì a fare bella figura e a rappresentare tutti gli ucraini. E, per una volta, anche noi europei.

L'abito di Zelensky idealmente indossato da tutti i leader europei

Quell’abito simbolo di forza, giustizia e resistenza ieri risplendeva alla Casa Bianca e anche se gli unici degni di indossarlo sono il Presidente Zelensky e la sua delegazione, idealmente era sulle spalle anche dei leader UE, mai così uniti attorno all’Ucraina (anche per egoistiche questioni di autodifesa).
Lo si poteva immaginare indossato da Macron nel momento dell’occhiolino a Zelensky dopo il suo intervento al tavolo dei leader, lo si vedeva indossato da Alexander Stubb, il Presidente finlandese giunto in rappresentanza degli Stati che nella storia hanno subito il gioho e la barbarie russa e che ancora oggi sono in pericolo. E sì, lo indossava virtualmente anche Meloni che è sembrata ben integrata nel gruppo. Perchè noi italiani ci scherniamo sempre per il nostro inglorioso passato ed il nostro presente da macchietta teatrale divisi tra balneari e redditi di cittadinanza. Ma siamo un popolo di 60 milioni di individui che vanno guidati nella giusta direzione. Ieri Meloni lo ha fatto.

Ed è inutile negare che la forza e la dignità rappresentati dall’abito di Zelensky oggi rappresentino anche la base per quel cambiamento diplomatico che serviva.
Ovvio, tutto noi vorremmo orde di Storm Shadow e Taurus sul cremlino, ma dobbiamo pensare anche ad un modo politico e comunicativo per far terminare questa guerra che sembra infinita. Ai missili su mosca ci penseremo quando tutte le carte saranno state ormai giocate.
Dobbiamo pensare ad una pace senza resa e dimostrare a putin che l’Europa oggi è più unita che mai con l’Ucraina e che nessuno avvallerà facilmente scambi di territori (anzi Zelensky ha chiaramente detto “sono qui per riprenderli, non per cederli”). Dobbiamo anche pensare agli ucraini di tutto il mondo e fare ogni sforzo possibile affinchè lo loro maledetto incubo finisca. Dobbiamo fare il possibile per permettergli di riprendere in mano le loro vite, dobbiamo aiutarli a non svegliarsi più nel cuore della notte per controllare se la loro città  sia o meno sotto attacco. I messaggi ai familiari del tipo “state tutti bene?” inviati ogni mattina devono finire. E finiranno.

Il faccia a faccia con putin

Quello di ieri è stato forse l’inizio di un qualcosa non ancora ben definito, anche se gli effetti si vedranno sul lungo periodo. Intanto il primo risultato è stato ottenuto: Zelensky incontrerà in un bilaterale il carnefice del suo popolo, lo stragista putin. Era questo l’intento del Team Europa, stressare al massimo la parte russa costringendola a condannarsi da sola. Finora putin ha avuto solo palcoscenici accondiscendenti senza contradditorio, questo sarà un film diverso.
Determinerà nuovamente l’isolamento del criminale russo, ormai soffocato e schiacciato dalle sanzioni, dalla quotidiana carneficina del suo esercito e dai droni che ogni giorno sorvolano il territorio russo, fino a pochi mesi fa definito sacro ed inviolabile. Determinerà la sua sconfitta diplomatica e non ci sarà Trump che tenga. Mai infatti putin accetterà il dispiegamento di truppe NATO in Ucraina, mai ne accetterà il forte riarmo e mai accetterà il non riconoscimento dei territori occupati come russi. Tutte prerogative che sembrano aver trovato anche il favore del presidente USA che, se vuole il Nobel per la Pace, sembra aver capito che deve fare più affidamento sull’Europa che sui sempre più disperati BRICS.
E non disperiamo in anticipo se si parla di scambio di territori, di Crimea alla russia e di altre baggianate. Tutti sappiamo che a mosca di Crimea, Donbas e minoranze russofone importa poco o nulla. Quello che importa a putin è soggiogare l’intera Ucraina. Sui territori occupati non ci sarà mai nessun accordo perchè i russi non sono per niente abili negoziatori, sono solo gangster ignoranti. In Europa lo sanno e scommettono sulla reazione di Trump quando putin farà saltare il banco.

Quel giorno però, quello dell’incontro con putin, l’abito che oggi possono permettersi solo Zelensky e gli eroici ucraini, lo indosseremo anche noi e, almeno idealmente, lo sbatteremo in faccia al criminale internazionale russo.  Quel giorno per putin e la russia si aprirà una nuova fase, sarà l’inizio della loro resa, sarà il giorno in cui dovranno rendersi conto che tutto il mondo libero è contro di loro e determinato a sconfiggerli. Questa volta sul serio.
Quel giorno Zelensky non sarà solo, quel giorno tutti noi saremo con lui, senza cravatta.

Potrebbe interessarti anche
Ucraina e Israele, due fronti per la stessa guerra
Ucraina e Israele in guerra contro il terrorismo

Israele e Ucraina non stanno combattendo due conflitti regionali, ma sono impegnate su due fronti differenti nella stessa guerra, contro gli stessi nemici.

Il presidente italiano Mattarella sempre al fianco dell’Ucraina
Mattarella sostegno per Ucraina

Il presidente italiano Mattarella è un'icona del supporto alla resistenza ucraina. Senza tentennamenti e con discorsi decisi è da sempre al fianco del popolo ucraino.

Meloni e lo stallo alla messicana di Tarantino
meloni ucraina stallo

Meloni vede uno stallo nella guerra in Ucraina e lo descrive come raggiungimento di uno degli obbiettivi italiani. Ancora si pensa a pace e negoziati. Ma quando la finiremo?

Il Forum Economico Eurasiatico di Verona, uno show per la russia, con putin e Al Bano
forum eurasiatico verona

Il Forum Eurasiatico di Verona (tenuto però a Istanbul) è uno spettacolo ad uso e consumo della russia, tra finanzieri e imprenditori nostalgici.