attacco all'europa droni russi in Polonia

Guerra nei cieli d’Europa: non era “solo un test”

Ormai non ci sfiora più nulla, tutto ci scivola addosso. Anche un attacco diretto all’Europa e alla NATO da parte della russia con venti droni non è più considerato un attacco, ma solo un “test”. Va tutto bene quindi, sempre tutto bene. Ma vi siete mai chiesti se venti droni tedeschi fossero entrati nel territorio russo cosa sarebbe successo?

Cerchiamo di essere un po’ meno anestetizzati da tutto e tutti perchè hai voglia a criticare ogni giorno gli editoriali di Travaglio, ma minimizzando questo fatto stiamo facendo direttamente noi il lavoro per lui.

Ma a qualcuno importa qualcosa veramente?

E a quanto pare non fa niente se i vertici della NATO stessa presumono che la traiettoria di alcuni di quei venti droni fosse diretta verso il l’aeroporto di Rzeszow dove transitano e vengono depositate tonnellate di armi dirette in Ucraina, ormai nulla ci tange.
Non mi riferisco solo ai leader europei che minimizzano colpevolmente, qui parlo anche di tutti gli analisti, attivisti o semplici sostenitori della causa Ucraina che online derubricano il fatto con allarmante freddezza a “era un test”, “ci hanno solo messo alla prova”, “i droni non avevano carica esplosiva”, “la NATO ha risposto con prontezza”. Signori, anche se fosse stato solo un test, ricordatevi che la fase successiva non lo sarà più. Bene, il test c’è stato, ora preoccupiamoci.
Abbiamo ululato per anni su quanto fossero evidenti i segnali di una invasione russa prima del 2022, abbiamo straparlato su quanto l’occidente fosse stato miope e colpevole nel non aver difeso l’Ucraina in quegli anni e ora, che nel mirino ci siamo noi stessi, torniamo alle vecchie abitudini di minimizzare l’accaduto, decisi a non rispondere perchè “è stato solo un test”.
Ma di preciso, chi sostiene queste tesi, cosa pensa che accadrà domani? Pensate realmente che non succederà nulla, che gli spargimenti di sangue ed il terrore resteranno circoscritti all’Ucraina e che prima o poi, in qualche modo, tutto finirà senza esserne minimamente sfiorati? No perchè in questo caso state ricadendo nel grossolano errore di considerare la guerra in Ucraina un conflitto regionale a sè stante, con le sue cause distanti da noi, con le sue motivazioni che non ci riguardano. Che poi è quello che vuole putin.

Quale risposta

I nostri governanti, lo diciamo da sempre, non sono altro che il nostro riflesso. Se non chiediamo maggiore fermezza, se non chiediamo di difendere la nostra pace con ogni mezzo, di loro spontanea volontà non lo faranno mai.
Se accettiamo ogni provocazione come uno scherzo domani pagheremo un conto salatissimo. Se rimaniamo inerti e professiamo calma e tranquillità anche davanti ad un evento così clamoroso potremmo pentircene.
Questa volta la NATO ha respinto la minaccia, nessuna vittima e pochi danni (andate però a dirlo a chi ci ha rimesso la casa), ma non è scontato che sarà sempre così, non è scontato che ciò non accadrà nuovamente. Anzi, stiamo invitando l’orco russo a casa nostra, nella nostra Europa. Perchè la Polonia è in Europa e l’Europa è la nostra casa comune, raggiungibile dall’Italia in un paio d’ore e con un volo low cost da 50€.
La russia è il pericolo numero uno per tutti e come tale va respinto e reso innocuo. La russia non ha solo testato le nostre difese, la russia ci ha attaccati e non dobbiamo accettare che ciò succeda di nuovo, anche usando la forza militare per evitare che tra qualche anno si discuta animatamente sui segnali che nel 2025 abbiamo bellamente ignorato.

Questo giorno non sarebbe dovuto mai arrivare, la nostra deterrenza avrebbe dovuto evitarlo. Abbiamo fallito, ma non ce ne accorgiamo perchè tanto, come al solito, la conta dei morti la fanno sempre e solo gli ucraini, non certo noi. Per ora.

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