Yulia Navalnaya, le sanzioni contro i poveri russi e gli scemi come noi
E ci risiamo. Vorrei tanto vedere quel giorno in cui non mi toccherà scrivere nulla contro Yulia Navalnaya, ma quel giorno temo sia ancora lontano.
La moglie del fu Alexei Navalny ha inviato una stucchevole letterina piena di contorsionismi logici per chiedere alla Commissione UE di esentare gli “ordinary russians” nel diciannovesimo pacchetto di sanzioni che sta per essere approvato. Nello specifico la richiesta è di non imporre ulteriori restrizioni per i viaggi in UE dei cittadini della moscovia.
Tempismo infausto
Peccato che le parole di Navalnaya arrivino con un tempismo infausto, ovvero proprio a ridosso degli sconfinamenti volontari dei droni russi in territorio europeo. Sembra quasi una barzelletta, ma non lo è: mentre in Polonia risuonano gli allarmi antiaerei ed in Romania vengono allertati i cittadini delle città al confine orientale di nascondersi nei rifugi, Yulia chiede a Kaja Kallas di non far pesare sulle spalle dei russi ordinari tutto il fardello della guerra. Perchè poverini, la colpa non è loro. La colpa è solo di putin e degli oligarchi, alcuni dei quali ingiustamente ancora non sottoposti a sanzione. Non uso la parola “colpa” a sproposito, Navalnaya ha detto proprio questo: i cittadini russi non hanno colpa della guerra. La guerra è solo di putin. Giuro non è uno scherzo.
La supercazzola di Yulia
Ma come giustifica Navalnaya questa aberrazione? Con una supercazzola stellare: colpendo i cittadini russi, facendo loro sentire quindi il peso della guerra, si influenzerebbe negativamente l’opinione pubblica russa spingendo i cittadini semplici verso la visione del mondo di putin, quindi quella di un occidente ostile. Navalnaya, e questo non è palese solo agli sciocchini, sta facendo politica. Come al solito non dimostra la minima empatia verso l’Ucraina e gli ucraini, ma esprime interesse solo per la sua causa, quella di diventare la prossima presidentessa della federazione russa e di ereditarla nel miglior modo possibile, non nel totale disfacimento sociale ed economico in cui sta precipitando.
La cosa è ovvia, ma dato che proprio oggi 13 Settembre 2025 Yulia Navalnaya è stata invitata come speaker headliner a Ventotene i casi sono due: o sono scemo io, o sono scemi loro (metaforicamente parlando). Probabilmente lo sono io, che combatto insieme a tanti altri attivisti pro Ucraina ogni giorno esattamente proprio contro le proposte per una “russia felice” che Navalnaya continua costantemente a sottoporre all’occidente brutto e cattivo. Sono scemo io che non credo che sostenere personaggi così profondamente russi faccia bene alla causa ucraina, sono scemo sempre evidentemente io che vorrei giustizia per le uccisioni, gli stupri, le violenze, i bombardamenti ed il terrore che gli ordinary russians di Navalnaya hanno con così tanto zelo portato in Ucraina. Saremo di conseguenza scemi noi tutti che ogni giorno ci spendiamo per combattere la disinformazione e l’intromissione russa nel dibattito pubblico. Saremo scemi noi tutti che abbiamo gli ucraini nel cuore per quello che stanno subendo proprio dagli ordinary russians di cui parla Navalnaya con così tanta compassione. W gli scemi quindi, chiunque essi siano.
Gli incontri tra i leader all'interno della basilica di San Pietro in occasione dei funerali di Bergoglio sono un colpo da maestro diplomatico di Zelensky, una risposta all'imboscata della Studio Ovale.
La conferenza di Monaco in corso in questi giorni non ha niente a che vedere con quella drammatica del 1938. Sembra piuttosto un circo del cattivo gusto tra clown tristi e regnanti impreparati su tutto.
Putin sospende la nazionalizzazione di Ariston in russia e subito il gruppo italiano lancia messaggi d'amore a mosca, pronti a riprendere piena collaborazione.
E' tutto chiaro, la famosa bandiera bianca di Bergoglio non era per gli ucraini, ma per gli americani.


