Paragonare palestinesi e ucraini è un’idiozia totale

Partiamo da un fatto: sono quattro anni che parliamo ogni giorno più volte al giorno di come combattere la propaganda russa e poi mi cascate come dei polli nell’allucinazione collettiva su Israele e Gaza indotta direttamente da mosca. Ma a chi tutt’oggi è sia propal che proUcraina (se non direttamente ucraino…) vorrei dire una cosa: tanto quelli là (quelli delle devastazioni di Milano, della flottilla e delle aggressioni in autogrill) non vi vogliono. Non vogliono la vostra bandiera gialloblu, non vogliono sentir parlare dei vostri caduti, non vogliono accettare il vostro genocidio. Perchè di genocidio, per loro, ce n’è uno e uno solo oggi al mondo e non è di certo quello vero, quello vissuto ogni giorno sulla pelle di milioni di cittadini ucraini, ma è quello raccontato dal ministero della salute del gruppo terroristico di Hamas.

Paragonare palestinesi e ucraini

E fatemi dire una cosa ancor più importante: paragonare palestinesi e ucraini è una idiozia colossale. E’ un insulto alla storia e, in particolar modo, agli ucraini di tutto il mondo. Gli ucraini non hanno organizzato nessun 7 Ottobre, non sono entrati in russia a stuprare e uccidere, non hanno violentato ragazze e bruciato neonati. Gli ucraini non hanno nella loro costituzione iscritto nero su bianco l’ordine di eliminare dalla faccia della terra la russia come Hamas con Israele. Gli ucraini non minacciavano in alcun modo la sopravvivenza della russia, anzi se ne volevano staccare una volta per tutte. Gli ucraini non sono stati armati da mosca e da Teheran in tutti questi anni proprio come Hamas.
Insomma, gli ucraini non sono i palestinesi e non vogliono esserlo. Non si può sostenere un ideale di libertà e democrazia occidentale ed atlantista e contemporaneamente il più becero e pericoloso islamismo terrorista e antisemita che è alla radice delle azioni di Hamas e dei palestinesi.
Gli ucraini difendono ogni giorno la loro casa centimetro per centimetro, strada per strada. Rispondono colpo su colpo ad una potenza nucleare con forza, orgoglio e dignità. Gli ucraini non vivono di propaganda come vive Hamas. Il suo esercito non ruba gli aiuti alimentari per la popolazione colpita e, fatto ancora più importante, gli ucraini vogliono integrarsi nell’occidente libero, mentre Hamas non è altro che un proxy di stati canaglia che vogliono sovvertire l’ordine mondiale e, possibilmente, farci scomparire dalla faccia della terra.
Lo capite anche voi che c’è qualcosa di illogico qui e che oggi non è proprio il caso di giocare alle crocerossine del Medio Oriente.

Quindi per favore smettetela perchè questo è il gioco di mosca, questo è proprio quello che vogliono al cremlino: far passare gli ucraini come terroristi.

Pro Ucraina che manifestano insieme ai pro putin

Manifestare, anche solo ideologicamente, per il “genocidio” di Gaza equivale a scendere a patti con il nemico, perchè la gente che ieri ha devastato Milano in nome del ministero della salute di Hamas è quella roba lì ed è sempre stata quella roba lì. Sono il popolo della bandiera rossa con falce e martello, il popolo che vuole la resa dell’Ucraina dinnanzi a putin, il popolo che chiama Zelensky “sniffolo”, il popolo che se vede una bandiera gialloblu ve la strappa dalle mani e ve la distrugge.
E non venite a dirmi che non è così, che all’interno di quel marasma ci sono anche anime buone mosse da sincera compassione. E’ come dire che “esistono anche russi buoni”. Lo so benissimo che due o tre ce ne sono, ma non fanno statistica e, in fondo, non servono proprio a niente.

L’odio profondo per Israele e l’amore sconfinato per i palestinesi è un’allucinazione collettiva, proprio come il caso Bibbiano di qualche anno fa dove decine di bambini furono indotti a credere che i loro genitori li coinvolgessero in riti satanici. E’ la stessa allucinazione in salsa QAnon che ha impestato gli USA e che ha contribuito all’elezione di Trump (per intenderci quella storia dove Obama e Tom Hanks bevevano il sangue dei bambini). E’ una bolla che quando scoppierà lascerà per strada morti e feriti, ma non più a Gaza, le vittime saranno qui nel nostro occidente colpito e disgregato.

E adesso forza, sotto con i “Eh ma Netanyahu…”, vi aspetto.

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