L’inferno delle carceri russe, dove la tortura e la violenza sugli ucraini è sistematica

Gli ucraini che leggeranno queste righe alzeranno le spalle e diranno “finalmente ci siete arrivati” oppure “sono quattro anni che ve lo diciamo”. Però ritengo importante che anche in Italia si cominci a fare luce sulle condizioni di vita impossibili che i russi riservano ai cittadini ucraini detenuti. Sarà un granello di sabbia nel deserto, ma proviamoci.
L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha diffuso infatti un report in cui viene confermata la sistematica tortura e il sistematico uso di ogni tipo di violenza ai danni dei civili ucraini spesso illegalmente detenuti nelle carcere russe.
Da notare due cose. Il report è stato redatto dalle Nazioni Unite che negli anni si sono distinte più per la riabilitazione diplomatica della russia che per un vero e proprio sostegno all’Ucraina. Questo comporta che tali informazioni non sono altro che la punta di un gigantesco iceberg, fatti che sono talmente eclatanti e gravi che anche l’ONU non ha potuto fare a meno di rilevare.
Secondo punto: qui si parla esclusivamente di prigionieri civili. Se vi stupirete per la crudeltà di ciò che i russi sono in grado di infliggere a civili spesso innocenti, potete immaginare cosa siano capaci di fare al personale militare dell’esercito ucraino.

Condizioni disumane

I russi, lo sappiamo, non sono umani. E la loro disumanità la stanno sfogando con ferocia sugli ucraini detenuti nelle loro carceri. L’OHCHR ha rilevato che ai detenuti ucraini vengono applicate torture inumane, fisiche e psicologiche in un ambiente non adatto alla vita umana.
Gli ucraini sopravvissuti a questo regime malato hanno raccontato di torture orribili e condizioni di detenzione ben oltre il limite dell’indecenza e questo non solamente in particolari centri di detenzione, ma in tutte le carceri russe. Ciò significa che la disumanità è sistematica in russia, non appartiene solo ai pochi criminali al potere, ma è una malattia che ha contagiato i russi ad ogni livello, dal mafioso eletto in parlamento fino all’ultimo dei secondini in un carcere nei territori occupati.

La tortura sistematica

I detenuti civili rilasciati hanno raccontato di aver sperimentato una carenza di cibo o di non aver ricevuto cibo di adeguata qualità nutrizionale. Ad esempio, una detenuta civile ha descritto la sua dieta in un centro di detenzione preventiva nella Federazione Russa, dove è stata trattenuta per un anno da metà 2023 a metà 2024, consisteva principalmente in porridge e pezzi di pane. Quando riceveva altro cibo, come il pesce, questo risultava spesso avariato

Ma cosa intendiamo quando parliamo di tortura? Scosse elettriche a varie parti del corpo, finte esecuzioni, calci, minacce di morte e violenza a un detenuto o ai suoi cari, una varietà di posizioni stressanti, come “camminare piegati” e inginocchiarsi a lungo sul cemento, e diverse forme di umiliazione, tra cui il canto forzato dell’inno russo e di canzoni patriottiche. Gli intervistati hanno inoltre riferito di essere stati sottoposti a tortura o maltrattamenti, comprese forme di violenza sessualedurante la detenzione. Hanno subito atti di violenza sessuale, tra cui stupro, scosse elettriche ai genitali o al seno/capezzoli, percosse mentre erano nudi, nudità forzata, minacce di violenza sessuale e umiliazioni sessuali. Tutti atti di violenza compiuti con la sola intenzione deliberata di infliggere grave dolore e sofferenza alle vittime.

Le "percosse di benvenuto"

Gli intervistati hanno anche subito le cosiddette “percosse di benvenuto” all’arrivo nei centri di detenzione e/o torture e maltrattamenti durante le normali attività. Mentre le “percosse di benvenuto” erano più comuni all’arrivo nei centri ufficiali, episodi durante le normali attività si sono verificati sia in strutture ufficiali che non ufficiali nei territori occupati e in russia. Ad esempio, un uomo ha descritto che, all’arrivo in un centro di transito in russia nel giugno 2024, l’intero gruppo di detenuti è stato costretto a strisciare e poi a inginocchiarsi sull’asfalto per periodi di tempo prolungati. Sono stati picchiati, anche con bastoni, e presi a calci contemporaneamente. In un altro caso, un uomo ha descritto di essere stato sottoposto a percosse su base settimanale in un centro di detenzione preventiva nella regione di Kherson, dove è stato detenuto da giugno 2023 a febbraio 2024.

Cure mediche inesistenti

Gli intervistati hanno descritto le cure mediche come inesistenti. Anche se i medici erano presenti nelle strutture ufficiali, i detenuti spesso non ricevevano cure o farmaci adeguati. Ad esempio, un uomo che stava scontando una pena di 16 anni in Crimea è stato detenuto in condizioni che hanno avuto effetti negativi sulla sua salute. Ha riferito di aver avuto allucinazioni e di non essere riuscito a mangiare o dormire correttamente a causa dell’odore persistente proveniente dal sistema fognario. Nonostante le ripetute denunce presentate per richiedere miglioramenti alle condizioni di detenzione e all’accesso all’assistenza medica, l’amministrazione penitenziaria non ha preso provvedimenti. La sua salute ha continuato a peggiorare.

Ratti che escono dai condotti fognari delle celle

Le detenute hanno inoltre descritto le condizioni igieniche precarie dei luoghi di detenzione, la mancanza di igiene, tra cui l’igiene dentale, la mancanza di letti, il caldo o il freddo, la mancanza di tempo all’aperto, il sovraffollamento e le restrizioni all’uso del bagno. Ad esempio, una donna detenuta in un centro di custodia cautelare in territorio occupato da ottobre 2023 a settembre 2024 ha descritto di essere stata tenuta in una cella piccola e umida, infestata da scarafaggi, topi che uscivano dal sistema fognario e con una finestra rotta impossibile da chiudere. Le è stato permesso di uscire solo tre volte durante questo periodo. Alcune donne detenute hanno anche riferito di non aver ricevuto prodotti per l’igiene personale durante la detenzione, o che il loro ciclo mestruale era cessato entro pochi mesi dalla detenzione, una risposta fisiologica coerente con uno stress grave e prolungato e/o un basso peso corporeo.

Diverse donne e uomini hanno inoltre segnalato impatti di genere derivanti da torture e maltrattamenti. Ad esempio, un uomo ha descritto problemi di salute legati al tratto urinario dovuti a scosse elettriche ai genitali. Diverse donne incinte hanno subito un aborto spontaneo a seguito di violenza fisica.

Non da ultimo dobbiamo ricordare le esecuzioni sommarie, perchè l’OHCHR ha rilevato anche diversi assassini di detenuti. Questa è un’altra piaga, non è detto che sopravvivere a quelle condizioni di prigionia inumane sia sinonimo di vita. Se sei ucraino, per i russi tu non meriti di vivere.

E' solo la punta dell'iceberg

Come dicevamo questa è solo la punta dell’iceberg. Non siamo neppure in grado di poter immaginare quali torture i russi riservano agli ucraini. Non possiamo perchè a differenza dei russi noi siamo umani. Ma sono cose che succedono, non possiamo fare finta di nulla e girarci dall’altra parte.
Parlare di esecuzioni a sangue freddo, di stupri, di scosse elettriche ai genitali è scomodo, ma va fatto. Perchè sta succedendo realmente, non siamo in un film, siamo nella vita vera.
Dobbiamo diffondere queste notizie perchè abbiamo il dovere di fare capire con quale mostro abbiamo a che fare.

Dopo aver letto queste cose tremende (vi confermo che anche solo scriverne mi porta un grande dolore) mi vengono in mente quelli che piangono per le condizioni di vita in carcere dei dissidenti russi che sono, nei fatti, imparagonabili con questi esempi. Se anche voi piangete per i dissidenti russi detenuti, fermatevi a pensare almeno per un solo minuto cosa significa invece essere un ucraino detenuto in un carcere russo. Poi parliamone.

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