la pace giusta in ucraina non esiste

La pace giusta per l’Ucraina non esiste, tantomeno il “compromesso nobile” di Renzi.

Che poi cosa fosse questa pace giusta nessuno lo ha mai capito e neppure ha mai fatto teorie a riguardo. Pace giusta come conclusione di una guerra criminalmente sbagliata è una cosa senza senso che non si realizzerà mai. Potrà esserci una pace di vittoria o una pace di resa. Giusta, mai.

Il compromesso nobile di Renzi è come la bandiera bianca di Bergoglio

Va bene, lo so, sono in ritardo, ma non me l’ero certo perso il “compromesso nobile” tra russia e Ucraina richiesto da Renzi alla festa de Il Foglio. E’ solo che ero rimasto inorridito e non avevo molte parole da spendere riguardo questa bestialità.
Il “compromesso nobile” di Renzi non è altro che la versione annacquata della bandiera bianca di Bergoglio. Io ti lascio un po’ di regioni, tu non mi bombardi più e amici come prima. Eh no non va così.
Non mi stupisco di Renzi, ormai la sua svolta a Cinque Stelle l’aveva già preannunciata ben prima delle alleanze elettorali, l’aveva annunciata con la difesa del golpista rumeno Georgescu e, a mezzo del suo referente per gli esteri di Italia Viva Scalfarotto, con la difesa del diritto di esibirsi per il propagandista russo Gergiev. Insomma, ripeto, non mi stupisco e la chiudo qui con Renzi perchè non merita ormai più che qualche biasimo.
L’aggancio mi è utile solo per una cosa: come si può parlare di compromesso nobile o di pace giusta in una devastante guerra che di giusto non ha proprio niente?

Pace di vittoria o pace di sconfitta

Pace giusta è più una velleità che un concetto concreto. Solo a chi tendenzialmente non frega nulla di Ucraina può pensare a questo punto che si possa raggiungere una pace giusta. Solo i politici e gli intellettuali disimpegnati possono avere ancora il coraggio di inserire l’aggettivo “giusta” in un discorso in cui compare anche la parola “russia”.
No, non illudiamoci, non ci sarà nessuna pace giusta. Non ci sarà perchè gli ucraini si trovano ogni giorno a fronteggiare dei terroristi criminali che con la giustizia, le convenzioni e con il diritto internazionali ci si puliscono il didietro.
Di quale pace possiamo quindi parlare?
Io non parlerei di pace, parlerei di vittoria o di sconfitta. Parlerei di vita o di morte. Di luce e di ombre. Perchè se la russia non verrà sconfitta, se la russia non verrà resa innocua ed incapace di nuocere ancora al prossimo, se alla russia sarà concesso anche un solo centimetro quadrato di Ucraina per mezzo di qualche “compromesso nobile”, allora a quel punto non potremo più parlare nè di pace nè tantomeno di giustizia. A quel punto ci toccherà parlare di guerra in Europa perchè lo sappiamo tutti ormai: dopo l’Ucraina ci siamo noi.
Se l’Ucraina dovesse invece vincere, come spero con ogni fibra del mio corpo, ricacciando il nemico russo fuori dai confini stabiliti nel 1991, non si potrebbe comunque parlare di “pace giusta”, perchè non esiste nessuna giustizia nè degli uomini e nè divina capace di poter risarcire le sofferenze inferte agli ucraini in questi quasi quattro anni di guerra totale. Non esiste risarcimento alcuno per i morti e per i torturati, non esiste compensazione per i bambini ucraini rapiti e deportati in russia, non può esistere una cura per il dolore inferto ad un popolo intero.
Perchè la vittoria ucraina, purtroppo, non potrà comunque mai far rivivere ai russi l’inferno che ogni giorno dal 24 Febbraio 2022 si vive a Kyiv e dintorni. Perchè a Kyiv e dintorni il diritto internazionale è rispettato. Perchè una Bucha o una Mariupol in russia non sarebbero mai e poi mai accettate dall’opinione pubblica demente che regola la nostra politica.
La vittoria ucraina, perchè la vittoria arriverà statene certi, porterà la fine della guerra e l’inizio della ricostruzione di un nuovo Stato ucraino, ma non porterà la “pace”, quella che noi raffiguriamo con la colombella bianca ed il ramo di ulivo. Quella pace è stata ormai sepolta nelle fosse comuni, imprigionata nei lager russi, schiacciata tra le macerie delle pacifiche città ucraine. La pace è un concetto ad oggi talmente astratto che è capace di vivere solo nei ricordi di qualcuno e nelle aberranti amenità di politici, preti e opinionisti che, in fondo, alla pace preferiscono la resa (di Kyiv ovvio).

Bucha, Mariupol e i purtroppo tanti esempi della guerra russa rimarranno ferite impossibili da rimarginare, ferite con cui solo gli ucraini dovranno avere a che fare. E questo basta perchè in nessun modo potrà mai esserci una pace giusta.

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