Abdrazakov a Verona a Gennaio 2026

Scandaloso! Il propagandista putiniano Abdrazakov si esibirà al Teatro Filarmonico di Veronasburg nel 2026

Verona non è nuova a questo tipo di eventi. Dopo aver ricoperto di onori la soprano Netrebko ora la Fondazione Arena di Veronasburg si appresta ad ospitare (a Gennaio 2026) il basso Ildar Abdrazakov uno dei più fedeli propagandisti di putin, appartenenti al suo “cultural army”, il braccio armato culturale del cremlino per diffondere propaganda russa ai massimi livelli in tutto l’occidente. Come fu per Gergiev (suo mentore) anche qui dobbiamo mobilitarci, e dobbiamo farlo ora e con forza.

La propaganda di putin al Teatro Filarmonico di Verona

Ildar Abdrazakov si esibirà nella rappresentazione del Don Giovanni di Mozart in ben cinque date tra il 18 ed il 25 Gennaio 2026 presso il Teatro Filarmonico di Verona (ormai ribattezzata Veronasburg vista la sua inclinazione ad ospitare artisti russi in tempo di guerra).
La presenza di Abdrazakov è inaccettabile perchè diretta emanazione del potere criminale russo, la sua esibizione rappresenterebbe la giustificazione a tutti i crimini russi in Ucraina. Questa non è arte, questa è propaganda.
Abdrazakov inoltre è il direttore del Teatro dell’Opera e del Balletto di Sebastopoli nella Crimea temporaneamente occupata, un simbolo dell’occupazione criminale russa in Ucraina.

Abdrazakov e il suo legame con putin

Come potete vedere nella foto di copertina Abdrazakov è stato insignito da putin in persona nel Giugno 2024 (quindi ben oltre ogni limite massimo per smarcarsi dal terrorista del cremlino) con il Premio di Stato russo, una delle massime onorificenze per i bravi propagandisti. Perchè lo sappiamo bene, a mosca vengono premiati solo i più fedeli sostenitori della cosca criminale che giustificano il genocidio in atto in Ucraina.
Lo stesso Abdrazakov ne parla con entusiasmo nel suo post Instagram, ringraziando apertamente anche il suo “capoufficio” del settore teatrale russo, il propagandista Gergiev che doveva esibirsi in Italia questa estate ma che, grazie all’aiuto di tutti, abbiamo rispedito al mittente.

I due propagandisti Abdrazakov e Gergiev (Fonte pagina Instagram di Abdrazakov)

 

Ora noi ci aspettiamo già le solite critiche: la cultura non si censura, la cultura e gli artisti non c’entrano nulla con la guerra. Queste cose le abbiamo già sentite anche di recente per il caso Gergiev e sono state smentite non solo con il ragionamento, ma con i fatti. Proprio nel caso di Gergiev alla prima del Bolshoi, il teatro di mosca di cui è direttore generale, è stato fatto un omaggio ai terroristi russi per i loro crimini di guerra in Donbas. Quindi tutti zitti per favore.
La cultura è da sempre utilizzata come efficacissima arma di propaganda all’interno di ogni conflitto. Chi dice il contrario forse non ha mai raggiunto la sufficienza in storia neppure alle elementari.
La russia la usa da sempre e conosce perfettamente la potenza che la cultura può avere sul pensiero delle masse, altrimenti non si sarebbero dati tutto questo gran daffare per eliminare e sopprimere quanti più esponenti della cultura ucraina possibile. L’esportazione di un pensiero imperialista oggi sarà l’anticamera per sfondare militarmente domani. Così è stato in Ucraina, così sarà con noi se non cambiamo rotta.

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