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Lettera aperta al Sindaco di Verona e alla Fondazione Arena in merito all’esibizione del propagandista russo Abdrazakov

Verona, 20/10/2025

LETTERA APERTA AL SINDACO DI VERONA DAMIANO TOMMASI E ALLA DIREZIONE DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA IN RIFERIMENTO ALL’ESIBIZIONE DI ILDAR ABDRADZAKOV PREVISTA A GENNAIO 2026 AL TEATRO FILARMONICO 

Egregio Sindaco,
Egregi membri della Direzione di Fondazione Arena di Verona

Apprendiamo con sconcerto che a Gennaio 2026 presso il Teatro Filarmonico di Verona si terrà l’esibizione di Ildar Abdradzakov nel Don Giovanni di Mozart. Lo sconcerto è dovuto al fatto che la vostra prestigiosa Fondazione ospiterà un personaggio noto per i suoi legami con il presidente russo e ricercato internazionale Vladimir Putin.

Ricordiamo che a Giugno 2024 (a oltre due anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala russa in Ucraina) lo stesso Abdrazakov è stato insignito direttamente da Putin del Premio di Stato, una delle massime onorificenze assegnate ai più fedeli sostenitori del regime di Mosca.
Abdrazakov a Verona a Gennaio 2026

Inoltre Abdrazakov è il direttore del Teatro dell’Opera e del Balletto di Sebastopoli nella Crimea temporaneamente occupata, un simbolo dell’occupazione criminale russa in Ucraina. Ricordiamo che l’Unione Europea, cui l’Italia fa parte, non riconosce la Crimea occupata come Russia e accogliere chi diffonde e glorifica l’annessione illegale del territorio ucraino alla Russia è alquanto disdicevole, un fatto di rilevanza politica non da poco.

Troviamo inaccettabile che un tale evento venga proposto nella città di Verona in un luogo di proprietà del Comune stesso. Ricordiamo che dal giorno 24 Febbraio 2022 in Ucraina è scattata l’invasione su vasta scala da parte della Russia, parte di una guerra iniziata già nel 2014 e che ha provocato centinaia di migliaia di vittime innocenti e milioni di sfollati tra la popolazione ucraina, di cui una parte ha trovato in questi anni rifugio e assistenza in Italia. Ospitare questi eventi di chiara matrice russa è un ulteriore colpo inferto ad una popolazione che in questi anni di guerra ha perso tutto, casa, lavoro e affetti e proprio in Italia, anche con l’aiuto della vostra comunità sta cercando di ricostruirsi una vita.

La libertà di espressione non deve essere confusa con la libertà di propaganda politica. La propaganda russa, inserita in un evidente contesto di guerra ibrida alle democrazie, non può essere scambiata per cultura. Non è un punto di vista differente, è solo un punto di vista dannoso e pericoloso. 

Citando le parole dello stesso ambasciatore ucraino a Roma Melnyk “Ora la cultura è anche uno strumento chiave nella guerra ibrida russa. I rappresentanti del settore dell’attività culturale russa non si stancano di sottolineare che gli eventi culturali russi all’estero sono una “operazione speciale” sul fronte culturale e una “offensiva culturale””. Noi aggiungiamo che il voler separare in questo complicato complesso geopolitico la cultura e l’arte dalla pericolosa propaganda del Cremlino è solamente una visione miope e incompleta delle cose in quanto la Russia utilizza la cultura come arma ibrida, per poter normalizzare le relazioni al fine di eseguire nuovi attacchi alle nostre democrazie e rimanere impunita. E’ così che successe con l’Ucraina, è così che succederà con noi.

Ricordiamo inoltre che il Parlamento Europeo ha definito la Russia uno “stato terrorista che usa metodi terroristici” proprio a causa della sua guerra scatenata in Ucraina, quindi chiediamo che l’invito all’esibizione di Abdrazakov al Teatro Filarmonico sia ritirato alla luce dei suoi rapporti profondi con Vladimir Putin ed il suo ruolo di propagandista culturale di un regime genocidiario e terrorista. Sicuri di una vostra pronta risposta e che l’invito ad intervenire per regolare la questione sarà preso da Voi in seria considerazione,

porgiamo i più cordiali saluti.

 
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