asset russi congelati

La tutela degli assets mafiosi russi congelati in Europa

No, la soluzione del prestito ponte di 90 miliardi di Euro partorita dal consiglio europeo non è un buon risultato. Ok sono pur sempre soldi, ma è il principio quello che conta: gli assets russi congelati nelle banche europee devono essere considerati a tutti gli effetti ucraini e a loro vanno dati, costi quel che costi. Continuare a parlarne per anni non risolve il problema, semmai ci espone a figuracce e danneggia irrimediabilmente la potenza di fuoco dell’esercito di Kyiv.

Soldi mafiosi nelle banche europee

Lo abbiamo già detto e non ci stancheremo mai di ripeterlo: gli assets russi congelati in Europa non sono investimenti puliti fatti da un player economico sano. Sono soldi marci provenienti da attività mafiose dello stato mafioso russo, trattenerli nelle banche europee non crea valore, semmai crea un precedente pericoloso.
E’ come se, perdonatemi il parallelo e la semplificazione, un ‘ndranghetista calabrese, chiamiamolo Don Totò, depositasse 2 milioni di Euro frutto di ricatti, estorsioni e omicidi in una banca di Milano. Se la banca di Milano, dopo aver appurato che si tratta di assets derivanti oggettivamente da uno schema criminale, facesse di tutto per tutelarli sarebbe complice di Don Totò e dei suoi crimini e non spettatore neutrale.
Se non vi piace l’esempio di Don Totò potremmo farne un altro. Immaginatevi se la stessa banca di Milano proteggesse i capitali di un’associazione a delinquere di stampo terrorista, tipo le Brigate Rosse. Cosa diremmo di quella banca? Come minimo scatterebbe un controllo per verificarne la collusione con le BR. Ecco, dato che la russia è stata ufficialmente riconosciuta dal Parlamento Europeo “uno stato terrorista che opera con metodi terroristici”, quello che le banche centrali del nostro continente stanno tutelando è un patrimonio derivante dal terrorismo russo. Come vi suona così? Non bene vero?  Eppure è quello che sta succedendo.

Scoraggiare mafiosi e terroristi ad investire in Europa

Ora, non sono totalmente scemo da non considerare le implicazioni giuridiche che spesso vanno ben al di là della realtà delle cose, ma discutere da quattro lunghi anni sulla sorte degli assets russi congelati in Europa senza fare niente è diventata più una presa in giro agli ucraini che un esercizio di democrazia. E denota quella tendenza tutta nostra di non saper riconoscere i tempi straordinari che stiamo vivendo, operando sempre in maniera ordinaria, come se nulla stesse accadendo.
Tuteliamo mafiosi, terroristi, assassini e criminali che hanno fatto carta straccia del diritto internazionale. Giochiamo con regole ferree contro un nemico che non ha lacci e corde ad imprigionargli le mani. Secondo voi a mosca si sono fatti tutti questi problemi etici e legali quando hanno sequestrato e nazionalizzato le aziende occidentali presenti in russia? Gliene è fregato qualcosa di far passare di mano impianti produttivi da valori milionari con un semplice decreto? Dai davvero non scherziamo.

Con la scelta di non decidere la sorte degli assets russi si è preferito tutelare chi ci vorrebbe annientare e di non tutelare chi sta combattendo per proteggere anche noi da una guerra alle porte della nostra Unione. Un film già visto, ma se nel 2022 eravamo al primo tempo di proiezione ora ci stiamo avvicinando pericolosamente al finale. Senza happy end.

La scelta di utilizzare gli assets russi per l’Ucraina, anzi la scelta di devolvere interamente e subito quei miliardi a Kyiv, avrebbe creato invece un precedente virtuoso, avrebbe messo in riga terroristi, sceicchi, re della guerra, mafiosi e mafiosetti vari che negli anni hanno riempito le banche europee con denaro proveniente dal più bieco malaffare: o giochi alle nostre regole oppure perdi tutto.
Ancora una volta abbiamo deluso l’Ucraina e gli ucraini. Ancora un volta abbiamo scelto di non scegliere e non voler distinguere l’aggressore dall’aggredito, la vittima dal carnefice. Non abbiamo scelto ancora da che parte stare perchè, alla fine, non si può mai sapere domani a chi dovremo leccare i piedi.

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