Trump cattura Maduro, ora si rischia che diventi troppo simpatico a troppa gente
Nel caos distopico di queste ore la cattura del presidente venezuelano Maduro da parte degli USA (questa volta una vera e propria “Special Military Operation”) è sicuramente una buona cosa. Ma c’è un “ma”. Il presidente americano amicissimo di putin ora rischia di diventare davvero molto molto simpatico a troppe persone. Anche a chi ha sempre comunque sostenuto il popolo ucraino, proprio come l’opposizione venezuelana. E prima che qualcuno pensi male voglio ribadirlo: la cattura di Maduro è cosa buona e giusta, anzi, arriva con una decina d’anni di ritardo.
Ragionare è impossibile
Il delirio totale del presidente USA che “sta facendo anche cose buone” (cit.) rende impossibile qualsivoglia ragionamento da persone normali. Davvero, non proviamoci a pensare a caldo su cosa rappresenti questa operazione perchè sarebbero parole sprecate.
L’unico punto sul quale possiamo essere totalmente d’accordo sono i tempi distopici che stiamo vivendo che nemmeno Philip Roth avrebbe saputo descrivere nei suoi libri. E parliamo dell’autore di “Complotto contro l’America“, dove le sue previsioni si sono rivelate giuste solo in parte poichè la realtà ha di gran lunga superato la fantasia.
Ma al di là di ogni valutazione che verrà fatta nelle prossime ore, al di là del cortocircuito che porterà i filoputin che hanno sostenuto apertamente Trump nel suo disimpegno verso Kyiv a condannare nuovamente l’imperialismo americano e al di là di ogni simpatia personale verso la diaspora venezuelana che accoglierà con gioia queste notizie, dobbiamo per forza ricordare che Trump e la sua amministrazione sono la causa principale di questo ulteriore inverno di terrore e freddo in Ucraina. Dobbiamo per forza ricordare che Trump è uno dei principali alleati di putin e dobbiamo ricordare le umilianti condizioni imposte ogni due per tre a Zelensky per poter continuare ad avere l’esiguo aiuto americano. Ecco. Non dimentichiamo queste cose.
Operazione simpatia
Perchè andando a caccia di questi pesci piccoli Trump sta mettendo in piedi un'”operazione simpatia” più che risolvere i problemi del mondo.
La diaspora venezuelana che in questi anni ha spesso manifestato il suo supporto a Kyiv, ora starà brindando al presidente USA. Inutile negarlo. E’ anche una reazione giustificata.
Ma come potremo dire ai venezuelani che un brindisi per Trump è poi a conti fatti un brindisi per putin? Che nonostante la cattura di Maduro il vero mandante del terrore internazionale è uno dei migliori amici proprio del presidente USA? Che l’ennesimo inverno di freddo e buio in Ucraina è dovuto proprio a lui medesimo?
Come possiamo dire agli israeliani che ok questa amministrazione MAGA vi ha autorizzato ed aiutato ad attaccare l’Iran e a fare piazza pulita di Hamas, ma che è la stessa amministrazione USA che manda un palazzinaro di origine russa da putin a raccogliere supinamente le richieste di resa incondizionata di Kyiv a mosca, che sostiene lo smembramento di una nazione sovrana e non finanzia più aiuti militari al popolo ucraino aggredito?
Non per fare vittimismo ma...
Che poi dai, non è per fare vittimismo, ma siamo sempre al solito punto. Far cadere tutti e non tagliare la testa del serpente non serve a nulla.
E chi sono quelli a cui oggi questa notizia lascia solo l’amaro in bocca? Proprio gli ucraini, che da quattro anni subiscono il terrorismo di matrice russo fascista, che resistono e che grazie alla loro resistenza indomita stanno rendendo il mondo un posto più sicuro, al costo delle loro vite.
Il serpente sta nascosto là, da qualche parte nei pressi di mosca. Bisogna colpire lì. Non Caracas, non Teheran, non Damasco. E’ la radice del male più assoluto che va estirpata definitivamente, e con lei tutta la feccia che la sostiene.
Invece da anni accogliamo e discutiamo richieste di alzare bandiera bianche avanzate a Kyiv. Sosteniamo l’integrità ucraina, basta che nessuno spari in russia. Vediamo colossali perdite di tempo in discussioni su cosa le vittime dovranno sacrificare per placare temporaneamente la sete di sangue dell’aggressore russo.
Ma non vediamo mai azioni concrete, ma solo piccola beneficienza fatta qua e là. E non basta.
Oggi con la cattura di Maduro sicuramente il mondo è un posto migliore, non lo nego, ma finchè non vedrò putin e tutta la sua corte di mafiosi, porci e assassini alla sbarra al tribunale dell’Aja tutto il resto sarà solo una inutile, per quanto a volte divertente, perdita di tempo.
E Trump, cari amici venezuelani, anche dopo questa operazione era, è e rimarrà sempre una delle peggiori disgrazie capitata al nostro pianeta.
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