Il diritto internazionale è morto in Ucraina

Oggi si fa tanto cianciare sulle vere o presunte violazioni del diritto internazionale negli attacchi di USA e Israele all’Iran.
Ma il diritto internazionale ormai è un concetto morto e sepolto, impossibile da applicare se dall’altra parte ci sono i macellai dell’asse del male russo-sino-iraniano.

Il diritto internazionale ha molte morti sulla coscienza

Il diritto internazionale non muore solo oggi. E’ morto già nel 2014 insieme agli eroi della Centuria Celeste, uccisi a fucilate dal governo filorusso di Yanukovich durante la Rivoluzione della Dignità e quando, sempre nel 2014, la russia ha preso militarmente il controllo della Crimea senza che nessuno, tranne gli ucraini, vi si opponesse.
E proprio là dal 24 Febbraio 2022, in Ucraina, a Mariupol, a Bakhmut, a Bucha, a Irpin, ad Avdiivka e nei territori temporaneamente occupati c’è la sua tomba, in fianco a quella dell’ONU che il diritto internazionale dovrebbe in realtà difendere, ma che, per usare un eufemismo, fa un po’ fatica a farlo.
E non venite a dirmi che allora sto sostenendo Trump, sapete benissimo quanto disgusto mi provoca quella persona, i suoi elettori e chiunque ne abbia parlato bene anche solo una volta. Qui non c’entra Trump, non c’entrano gli USA e non c’entra Israele. Questo è un discorso che c’entra con putin, con Khamenei, con Kim e con gli altri criminali di guerra disposti a tutto per le loro manie imperialiste.
E c’entra con l’Ucraina, perchè proprio lì il diritto internazionale ha sulla coscienza migliaia di morti, reo di aver sempre fornito un alibi a europei ed americani per non fermare la russia quando nei primi giorni di invasione l’esercito dei moscoviti era allo sbando e colonne di camion giacevano bloccati incolonnati uno in fila all’altro verso Kyiv. Ha fornito uno scudo per pararsi gli occhi davanti agli orrori delle fosse comuni di Bucha e Irpin e davanti all’assedio di Mariupol. Quei morti non sono stati dimenticati e gridano ancora vendetta.

Allora mi chiedo, è davvero questo il diritto internazionale che vogliamo? E’ diritto internazionale permettere la trucidazione di uomini, donne e bambini ucraini? E’ diritto internazionale la deportazione forzata di minori in russia? E’ diritto internazionale la strage dei trenta mila manifestanti iraniani contro il regime teocratico degli ayatollah?

Parliamoci chiaro, non c’è diritto che valga quando dall’altra parte ti confronti con chi del diritto stesso si pulisce il didietro.

Altri danni del diritto internazionale

Il diritto internazionale dal 2022 ad oggi ha giustificato l’inazione da parte dei nostri pavidi governi e ha permesso ai terroristi russi di restare impuniti e di proseguire la loro guerra in Ucraina, offrendo loro notevoli vantaggi.
In nome del diritto internazionale abbiamo negato a Kyiv ogni tipo di arma, poi gliele abbiamo concesse dopo infinite discussioni, ma con la limitazione di non usarle in russia (e dove avrebbero dovuto usarle?). In nome del diritto internazionale gente come Tajani e Crosetto hanno criticato pesantemente l’operazione ucraina nel Kursk, perchè non si può invadere un altro stato, è una violazione del diritto internazionale. E dulcis in fundo, paradosso dei paradossi in questo universo di mentecatti, in nome del diritto internazionale abbiamo giustificato la violazione del diritto internazionale stesso, chiedendo a Zelensky di rinunciare al Donbas e alla Crimea, territori legalmente riconosciuti come ucraini e di indire immediatamente elezioni in un paese in guerra.

Oggi il diritto internazionale non ha più una logica, non ha più un senso. E’ solo uno strumento nelle mani dei russi e dei vari criminali internazionali per giustificare ogni loro nefandezza. Domani chissà, magari tornerà ad avere una sua ragione di esistere, ma oggi lasciamolo riposare là dove è morto, nella fossa comune delle buone idee male applicate. 

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