Navalny a Venezia non serve, putin ha paura di Zelensky, non dei morti russi

La proposta arriva dal Foglio di Giuliano Ferrara: portare in gondola una gigantografia di Navalny per protestare contro il Padiglione russia alla Biennale di Venezia.
Ma questo più che un tentativo di intimorire il potere costituito russo a Venezia sembra un atto di necrofilia. Sarebbe ora che lasciassero riposare i morti. Per di più i morti russi che nessuno dovrebbe avere interesse a resuscitare, soprattutto se ci si considera forti sostenitori dell’Ucraina.

Il paese dei morti viventi

Certo, siamo in Italia, il paese delle macchiette e delle burle, il paese che ha un partito al governo (Forza Italia) che nel logo riporta il payoff “Berlusconi Presidente”, morto nel 2023. L’Italia è il paese dei morti viventi, dove il giorno della sua dipartita si celebra come un grande statista un personaggio come Umberto Bossi, gran razzista e connivente con i poteri di Roma che avrebbe in realtà dovuto combattere.
Ma cercare per l’ennesima volta di resuscitare Navalny significa non avere in realtà altre idee, significa che anche gli intellettuali e politici pro Ucraina sono arrivati alla frutta, incapaci di comprendere che Navalny per putin in realtà non era nessuno. Non lo temeva da vivo e non lo teme certo ora che è sotto terra da due anni.
Portare una gigantografia di Navalny per i canali di Venezia poteva al massimo essere una idea colorita per “los dias de los muertos“, ma se si crede che questo possa dare fastidio a qualcuno beh vi state sbagliando di grosso. Anzi, in realtà a qualcuno darà fastidio, proprio agli ucraini che da oltre quattro anni combattono per la loro patria e per la loro libertà, che combattono anche contro personaggi come Navalny che per tutta la loro carriera non hanno avuto parole buone per i popoli oppressi dalla russia.

Una gigantografia di Zelensky per Venezia

Se al Foglio hanno così tanta voglia di spendere soldi in tipografia propongo che venga stampata una gigantografia di Zelensky al posto di quella di Navalny perchè putin non teme i morti, putin teme i vivi, putin teme gli ucraini, putin teme Zelensky.
Se proprio volete fare infuriare i russi mostrategli una foto del presidente ucraino (in rappresentanza del suo popolo) che si è opposto con coraggio e orgoglio alla russia. Portate a spasso per Venezia l’effige di chi non è scappato sotto le bombe e di non ha chinato la testa di fronte al nemico. Portate davanti al padiglione russia una bandiera gialloblu in rappresentanza del popolo ucraino che lotta e combatte per tutti noi e, soprattutto, per la sua sopravvivenza.
Onorate i combattenti ucraini, perchè i russi hanno paura di loro, non del fantasma di Navalny. Di quello non gliene frega proprio niente.

E lasciatemi dire una cosa: ma per tirare fuori queste idee, che guerra state guardando voi? Perchè io purtroppo leggo, mi informo, discuto e scrivo della guerra di resistenza degli eroi ucraini per la difesa della loro patria contro gli orchi russi, una guerra vera fatta di missili, droni, soldati, tank e aeronautica. La guerra dei morti viventi russi contro i vivi morenti russi finora la state vedendo solo voi.

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