La profanazione della bandiera ucraina

Lo spettacolo andato in scena alla Biennale di Venezia con la protesta di Pussy Riot e Femen con seguito di curiosi e attivisti improvvisati è stata solo una buffonata, l’ennesimo atto di vilipendio alla bandiera più bella del mondo.

La bandiera ucraina significa altro

Politicamente quello che sta succedendo a Venezia è un disastro tutto italiano che si trascina da mesi, non da pochi giorni. Se si fosse voluto intervenire si sarebbe potuto farlo tranquillamente e invece solo chiacchiere, poche per di più. Ma non è questo il punto, non voglio analizzare o discutere questo o quel motivo e questa o quella persona che hanno facilitato il rientro dei russi dalla porta principale di una manifestazione internazionale.

Come al solito andrò controcorrente, non me ne vogliate, ma a me pare che si stia vivendo in un mondo di persone che non riescono a farne una giusta e che non riescono a sostenere una posizione coerente per più di cinque minuti.
Le immagini della protesta delle Pussy Riot (dissidenti russe al pari della famiglia Navalny e degli altri rifugiati, solo con meno vestiti) è stata tutto fuorchè uno spettacolo edificante. Tutto fuorchè un atto di coraggioso sostegno all’Ucraina e al suo popolo. E’ stato uno dei tanti show carnevaleschi con la bandiera gialloblu che ultimamente vanno per la maggiore. E, scusatemi, vedere questa bandiera sventolata dai russi proprio non mi va giù.
Non mi va giù perchè torniamo sempre allo stesso punto attorno al quale giriamo da anni: si sta nuovamente cercando un appeasement con il popolo russo, quel popolo terrorista che sta massacrando gli ucraini praticamente da sempre. Dire “che bravi i russi che sventolano la bandiera ucraina” non serve altro che alla narrazione della guerra di putin e di putin solamente e non della guerra di tutti i russi contro l’Ucraina. Come se l’esempio iraniano non fosse servito. Non era l’Iran il paese dell’ayatollah Khameini? E ora che è stato eliminato vi pare che la condizione sia differente? Si è solo passati ad un altro ayatollah, forse più mutilato e invalido, forse addirittura già morto, ma è il sistema paese che è profondamente malato. Come profondamente malato è il sistema paese russo. E’ marcio l’establishment a capo del paese, è marcio l’esercito, è marcia la popolazione che ha sostenuto chi ora detiene il potere.
E questo è un punto, ma veniamo a quello a cui tengo maggiormente.

La bandiera della libertà

Vedere la bandiera ucraina così profanata mi ha fatto male. Perchè sì io sono italiano, ma quella bandiera la sento un po’ anche mia perchè rappresenta quei valori in cui io credo fermamente.
E sono stanco di vederla rappresentata così malamente per un tornaconto personale, sono stanco di vederla tra le mani dei russi.
Come sono stanco di vederla strappata ai comizi di quei quattro gatti putiniani di Democrazia Sovrana e Popolare o alle manifestazioni Propal. E sono stanco di vederla associata alla bandiera dell’immaginario stato di Palestina contro Israele. Questo non è far politica, non è fare attivismo, è solo utilizzare un simbolo potentissimo, il più potente del nostro secolo, per fare show, per avere una stelletta da attaccare al bavero per un giorno dire “hai visto cos’ho fatto?”.

No, la bandiera ucraina non serve a questo, non è un arnese da sventolare così a casaccio.
La bandiera ucraina è una casa che ha riunito milioni di ucraini impossibilitati a stare insieme per la guerra dei russi. E’ quel legame che tiene unite le famiglie a distanza di migliaia di chilometri.
La bandiera ucraina è il primo simbolo con cui gli eroi liberati (spesso dopo anni) dalla prigionia russa possono avvolgersi per sentirsi nuovamente liberi e al sicuro, prima ancora di poter riabbracciare la propria moglie, i propri figli, la propria madre dopo interminabili torture.
La bandiera ucraina è il vessillo che accompagna nell’ultimo viaggio tanti altri eroi ucraini caduti per difendere la loro patria, la loro famiglia.
La bandiera ucraina non è quella smanacciata dalle Pussy Riot, ma è quella issata nei villaggi dell’est liberati dall’esercito di Kyiv, simbolo che gli ucraini non si arrenderanno mai e che non abbasseranno le armi finchè l’ultimo centimetro di Ucraina non sarà derussificato.
La bandiera ucraina è il popolo ucraino. E merita rispetto.

La bandiera ucraina è questo e molto altro. Ma non è quello che abbiamo visto a Venezia. Quella è tutta un’altra cosa, quella è stata solo una pagliacciata, la profanazione di un simbolo di libertà.

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