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Lettera aperta al sindaco di Bari Decaro riguardante l’esibizione del filorusso Romanovsky al Teatro Piccinni

Bari, 12/01/2024

LETTERA APERTA AL SINDACO DI BARI ANTONIO DECARO RIGUARDANTE L’ESIBIZIONE DEL PIANISTA FILO-RUSSO ALEXANDER ROMANOVSKY IN PROGRAMMA AL TEATRO PUBBLICO PICCINNI DI BARI I GIORNI 13 E 14 GENNAIO 2024

Egregio Signor Sindaco,

apprendiamo con sconcerto che nei giorni 13 e 14 Gennaio 2024 presso il Teatro Pubblico Piccinni di Bari si esibirà il pianista filo-russo Alexander Romanovsky, che suonò per gli occupanti russi di fronte al teatro distrutto della città martire di Mariupol, dove poco prima centinaia di civili ucraini persero la vita proprio sotto i bombardamenti dell’esercito di Mosca. La loro colpa era solo quella di essere cittadini ucraini che stavano cercando un riparo dai missili russi. Romanovsky a fine Luglio 2022 suonò davanti a quello che una volta era un luogo di cultura, ora diventata una tomba per centinaia di innocenti, per esaltare la città di Mariupol “liberata” dai russi.

Lo stesso Alexander Romanovksy ora partecipa anche nel ruolo di attore in spot di propaganda russi per l’arruolamento di nuovo soldati nelle zone rurali della Russia. Tutte queste evidenze dovrebbero essere ormai ben note a identificare Alexander Romanovsky come un propagandista russo.

Troviamo inaccettabile che un tale evento venga proposto nella città di Bari, in una sede prestigiosa come il Teatro Pubblico Piccinni senza che nessuna voce ufficiale da parte dell’amministrazione comunale si alzi per condannare l’evento.

Ricordiamo che dal giorno 24 Febbraio 2022 in Ucraina è scattata l’invasione su vasta scala da parte della Russia, parte di una guerra iniziata già nel 2014 e che ha provocato centinaia di migliaia di vittime innocenti e milioni di sfollati tra la popolazione ucraina, di cui una parte ha trovato in questi anni rifugio e assistenza anche nella città di Bari. Accettare passivamente che questi eventi vengano organizzati nella Sua città, è un ulteriore colpo inferto ad una popolazione che in questi anni di guerra ha perso tutto, casa, lavoro e affetti e proprio a Bari sta cercando di ricostruirsi una vita.

Ricordiamo anche che l’ambasciatore ucraino a Roma Yaroslav Melnyk è già intervenuto cercando di bloccare la recente esibizione di Romanovsky a Padova presso il Conservatorio Pollini. Citando le parole dello stesso ambasciatore ucraino Melnyk “Ora la cultura è anche uno strumento chiave nella guerra ibrida russa. I rappresentanti del settore dell’attività culturale russa non si stancano di sottolineare che gli eventi culturali russi all’estero sono una “operazione speciale” sul fronte culturale e una “offensiva culturale””.

In questi giorni di inizio 2024 l’Italia è sotto attacco da parte della propaganda russa che sta organizzando diverse manifestazioni ed eventi filorussi, ma grazie al buon senso delle varie amministrazioni comunali coinvolte e alla pressione della società civile ci si sta muovendo verso l’annullamento di tali eventi (parliamo dell’evento di Lucca dove Aleksandr Dugin era stato invitato in remoto a parlare, dell’evento di Modena sulla presunta rinascita della città martire di Mariupol sotto i russi e della proiezione del film di propaganda russa “Il testimone” a Bologna e Torino. In tutte queste occasioni i sindaci delle città coinvolte hanno espresso il loro disappunto prendendo distanza dagli eventi e hanno lavorato per poterli annullare.

Ricordiamo inoltre che il Parlamento Europeo ha definito la Russia uno “stato terrorista che usa metodi terroristici” proprio a causa della sua guerra scatenata in Ucraina, quindi ci sembrerebbe una cosa di buon senso esporsi per cercare con tutte le nostre forze di annullare questi eventi propagandistici volti solo a creare divisioni e spaccature nelle nostre  democrazie occidentali anziché permettere lo svolgersi di eventi tesi a giustificare la guerra di aggressione russa in Ucraina. 

Sicuri di una vostra pronta risposta e che l’invito ad intervenire per regolare la questione sarà preso da Voi in seria considerazione,
porgiamo i piĂą cordiali saluti,

Diego Ghidotti
Olena Lashchuk

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