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Lettera aperta alla Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma riguardante il concerto del propagandista filorusso Romanovsky

Roma, 15/01/2024

LETTERA APERTA RIGUARDO L’ESIBIZIONE DEL PIANISTA FILO-RUSSO ALEXANDER ROMANOVSKY IN PROGRAMMA ALL’UNIVERSITA’ LA SAPIENZA DI ROMA IL GIORNO 23 GENNAIO 2024

Egregia Rettrice,

apprendiamo con sconcerto che il giorno 23 Gennaio 2024 presso una sede istituzionale della Città di Roma (Università La Sapienza, Aula Magna) si esibirà il pianista filo-russo Alexander Romanovsky, che suonò per gli occupanti russi di fronte al teatro distrutto della città martire di Mariupol, dove poco prima centinaia di civili ucraini persero la vita proprio sotto i bombardamenti dell’esercito di Mosca. La loro colpa era solo quella di essere cittadini ucraini che stavano cercando un riparo dai missili russi. Romanovsky a fine Luglio 2022 suonò davanti a quello che una volta era un luogo di cultura, ora diventata una tomba per centinaia di innocenti, per esaltare la città di Mariupol “liberata” dai russi.

Lo stesso Alexander Romanovksy ora partecipa anche nel ruolo di attore in spot di propaganda russi per l’arruolamento di nuovo soldati nelle zone rurali della Russia. Tutte queste evidenze dovrebbero essere ormai ben note a identificare Alexander Romanovsky come un propagandista russo.

Troviamo inaccettabile che un tale evento venga proposto nella città di Roma, in una sede istituzionale come l’Università La Sapienza senza che nessuna voce ufficiale si alzi per condannare l’evento.

Ricordiamo che dal giorno 24 Febbraio 2022 in Ucraina è scattata l’invasione su vasta scala da parte della Russia, parte di una guerra iniziata già nel 2014 e che ha provocato centinaia di migliaia di vittime innocenti e milioni di sfollati tra la popolazione ucraina, di cui una parte ha trovato in questi anni rifugio e assistenza anche nella città di Roma. Accettare passivamente che questi eventi vengano organizzati proprio a Roma, la capitale d’Italia, in uno dei massimi centri della cultura come la Vostra Università è un ulteriore colpo inferto ad una popolazione che in questi anni di guerra ha perso tutto, casa, lavoro e affetti e proprio a Roma sta cercando di ricostruirsi una vita.

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Ricordiamo anche che l’ambasciatore ucraino a Roma Yaroslav Melnyk è già intervenuto cercando di bloccare la recente esibizione di Romanovsky a Padova presso il Conservatorio Pollini. Citando le parole dello stesso ambasciatore ucraino Melnyk “Ora la cultura è anche uno strumento chiave nella guerra ibrida russa. I rappresentanti del settore dell’attività culturale russa non si stancano di sottolineare che gli eventi culturali russi all’estero sono una “operazione speciale” sul fronte culturale e una “offensiva culturale””. Noi aggiungiamo che il voler separare in questo complicato complesso geopolitico la cultura e l’arte dalla pericolosa propaganda del Cremlino è solamente una visione miope e incompleta delle cose in quanto la Russia utilizza la cultura come arma ibrida, per poter normalizzare le relazioni al fine di eseguire nuovi attacchi alle nostre democrazie e rimanere impunita. E’ così che successe con l’Ucraina, è così che succederà con noi.

In questi giorni di inizio 2024 l’Italia è sotto attacco da parte della propaganda russa che sta organizzando diverse manifestazioni ed eventi filorussi, ma grazie al buon senso delle varie amministrazioni comunali coinvolte e alla pressione della società civile ci si sta muovendo verso l’annullamento di tali eventi (parliamo dell’evento di Lucca dove Aleksandr Dugin era stato invitato in remoto a parlare, dell’evento di Modena sulla presunta rinascita della città martire di Mariupol sotto i russi e della proiezione del film di propaganda russa “Il testimone” a Bologna e Torino. In tutte queste occasioni i sindaci delle città coinvolte hanno espresso il loro disappunto prendendo distanza dagli eventi e hanno lavorato per poterli annullare.

Ricordiamo inoltre che il Parlamento Europeo ha definito la Russia uno “stato terrorista che usa metodi terroristici” proprio a causa della sua guerra scatenata in Ucraina, quindi ci sembrerebbe una cosa di buon senso esporsi per cercare con tutte le nostre forze di annullare questi eventi propagandistici volti solo a creare divisioni e spaccature nelle nostre  democrazie occidentali anziché permettere lo svolgersi di eventi tesi a giustificare la guerra di aggressione russa in Ucraina. Sicuri di una vostra pronta risposta e che l’invito ad intervenire per regolare la questione sarà preso da Voi in seria considerazione,

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porgiamo i più cordiali saluti,

Diego Ghidotti
Olena Lashchuk

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