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Il film russo Il testimone a San Giorgio di Piano (BO) in una sala del Comune

Non mollano, dopo aver trovato le porte chiuse alla proiezione del film russo Il testimone in tante italiane gli organizzatori cercano di portare la propaganda del cremlino nei piccoli comuni, come se fosse il tour dei borghi più belli d’Italia. In questa seconda fase dell’attacco della propaganda (le grandi città hanno respinto l’attacco quasi in modo unanime) conosceremo tanti bei piccoli paesini.

Come a Bologna, propaganda in una sala del comune

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La locandina della proiezione del film Il testimone in Sala Trenti a San Giorgio di Piano (BO)

San Giorgio di Piano (BO), un piccolo paese di nemmeno dieci mila abitanti è la location scelta per rimpiazzare la visione di Bologna, annullata grazie all’intervento del sindaco Lepore, e come in quella occasione è stata scelta una sala di proprietà del Comune (la sala Trenti di via Garibaldi) per diffondere le menzogne e la disinformazione sulla guerra russa in Ucraina di cui il film Il testimone ne è infarcito.
Ci auguriamo che l’amministrazione comunale di San Giorgio di Piano, con il sindaco Crescimbeni in testa, seguano l’esempio di Bologna, condannino fermamente l’evento e procedano con l’annullamento della visione di questo film che rappresenta un attacco diretto alla verità della guerra in Ucraina e un vero e proprio schiaffo al coraggioso popolo ucraino che ogni giorno deve cercare di sopravvivere sotto i missili russi.

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Di cosa parla il film russo Il testimone

Il film russo Il testimone è una pellicola realizzata con il contributo del ministero della cultura di mosca per rappresentare gli ucraini come criminali nazisti pronti ad ogni nefandezza e per giustificare quindi la guerra russa in Ucraina. Pura propaganda per condizionare l’opinione pubblica che in russia ha avuto uno scarsissimo seguito nei cinema e che grazie a zelanti associazioni filorusse dobbiamo invece subirla qui in Italia.
Fermare questa proiezione è di vitale importanza per la nostra democrazia sotto attacco, per dimostrare che le nostre libertà non sono in vendita al migliore offerente e che l’Italia e gli italiani, nonostante tutte le loro contraddizioni ed i suoi orrori politici, sono ancora al fianco dell’Ucraina e lo saranno sempre fino alla vittoria.