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una splendida giornata non raccontata

Una splendida giornata non raccontata

Ci sono giornate che hanno tutto il potenziale per passare alla storia. Ci sono giornate che segnano un cambiamento. Le 48 ore tra il 12 ed il 14 Marzo 2024 hanno dato l’impressione di aver segnato quel momento in cui la guerra si sposta ufficialmente sul territorio della federazione russa. Ma i giornali italiani preferiscono aprire le loro edizioni online parlando di caldaie e politica interna. Sarà un altro epic fail come il mancato racconto del tentato golpe di Prigozhin? Ne ha tutta l’aria.
Intendiamoci, qui non si scherza, stiamo parlando del più grande attacco sul suolo russo dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Chiaro?

Ricapitoliamo per chi si è perso tutto

Tutto questo è successo tra il 12 ed il 14 Marzo 2024. Gli aggiornamenti sono delle 10 del mattino di Giovedì 14 Marzo 2024, nel momento in cui stiamo redigendo questo articolo sono accaduti finora questi eventi, tendenzialmente sconosciuti ai principali media italiani e ai loro lettori (e proprio in questi minuti si susseguono video di attacchi sulla città di Belgorod):

Esplosioni nella regione di Rostov (Volgodonsk);
Esplosione nella più grande raffineria russa vicino a Nizhny Novgorod;
Esplosione nella raffineria di Kirishi nella regione di Leningrado;
Incendio in un impianto energetico vicino a San Pietroburgo;
Esplosioni nel deposito di carburante di Orel;
Droni sulla raffineria a Ryazan;
Regioni di Voronezh, Leningrado e Bryansk attaccate (e colpite) da droni.
Una intera città (Tetkino) nella regione di Kursk sotto il controllo dei Legionari per la liberazione della russia;
Belgorod costantemente sotto attacco di droni, danneggiato il palazzo amministrativo della città;
Colpito il palazzo dell’FSB di Belgorod;
Uffici del ministero della difesa di Belgorod completamente in mano ai legionari;
I legionari hanno avvertito i residenti di lasciare le regioni di Belgorod e Kursk per l’inizio imminente degli scontri;
Si avvertono le prime esplosioni a Belgorod;
Due aerei russi abbattuti in territorio russo, uno di questi, un cargo IL-76, si stima con un equipaggio di 15 persone schiantato in russia a Ivanovo;
Un elicottero MI-8 schiantato in Magadan;
Grosso incendio vicino all’aeroporto di Sochi;

Tutto questo in circa 48 ore, perdonatemi se mi sono perso qualcosa, ma mi sembra che possa esserci sufficiente carne sul fuoco per un approfondimento da parte della stampa. Eppure.

Un'occasione persa. Ancora.

Magari finirà tutto qui, magari domani i legionari si ritireranno, chi lo sa. Resta il fatto che la guerra è stata ufficialmente portata sul territorio russo. Ci sono città conquistate, obbiettivi strategici in fiamme. Due anni fa ci avreste presi per pazzi ad ipotizzare uno scenario simile, la russia a pochi giorni dalle prossime elezioni presidenziali farsa sta bruciando, ma nessun media italiano ne parla. Sembra quasi che le uniche fonti da cui attingano le notizie siano i media di stato russi che, ovviamente, parlano d’altro. Potrebbe sembrare davvero l’inizio di qualcosa di grosso, l’inizio di una guerra civile e la mancanza di attenzione su questo evento ancora in fase embrionale è una grande e indelebile colpa di tutti i direttori e responsabili delle principali testate giornalistiche italiane che, al massimo, hanno riportato solo qualche breve e frammentario flash.
Probabilmente faranno la fine del caso Prigozhin, volutamente ignorato all’inizio salvo poi correre tutti ai ripari con grandi titoloni non appena la cosa si è risolta in una bolla di sapone.

Come la stampa italiana sta (non) riportando la notizia del più grande attacco sul suolo russo dalla seconda guerra mondiale ad oggi

Nel momento in cui completo questo pezzo (intorno alle 10 del mattino di Giovedì 14 Marzo 2024) ecco cosa titolano le edizioni online italiane:
Repubblica: “Ponte sullo Stretto, mancano test aggiornati su venti e sisma: frenata sull’opera di Salvini“. Scendendo, nascoste tra alte notizie più o meno ininfluenti troviamo: “Diretta Attacco di droni russi su Oblast Sumy, 2 morti e 12 feriti. Arrestati a San Pietroburgo quattro membri di un’organizzazione filo-ucraina“. Ovviamente non si parla assolutamente di quello che sta succedendo in russia. L’unico accenno è all’intervento della polizia russa che avrebbe arrestato quattro membri di una organizzazione pro-ucraina. Quasi a ribadire l’efficienza dell’FSB, notizia presa chiaramente dai media di stato russi. E il giorno precedente tutta la home page di Repubblica era incentrata sul tema della sostituzione delle caldaie a gas che in Unione Europea diventerà obbligatoria tra 16 anni. Pensate a cosa è successo negli ultimi quattro anni (includiamo anche gli anni del Covid) per comprendere quanto sia remoto questo evento.

Corriere della Sera: “ESCLUSIVO: L’autobiografia di Francesco: «In Vaticano qualcuno ha sperato che morissi. Non mi farò mai chiamare Papa emerito»“. Anche qui per leggere notizie sulla guerra in Ucraina bisogna scendere fino a che non troviamo anche qui una bella dichiarazione del criminale internazionale putin: “Putin: «Pronti a inviare truppe al confine con la Finlandia»”. Quindi un servizio esclusivo su Papa Francesco (quasi a volerlo riabilitare dopo l’orrore delle sue recenti parole sul dovere di resa dell’Ucraina) e la pubblicazione delle solite frasi shock di putin. Un filo logico ineccepibile.

Lo stesso vale per ANSA, dove troviamo come prima notizia il solito teatrino della politica interna: “Alt alla Lega sul terzo mandato La maggioranza si spacca“, ma qui, attenzione, abbiamo anche notizie dal fronte russo di Belgorod: “Mosca, ‘razzi ucraini su Belgorod, un morto'”. Dichiarazione presa, naturalmente, dal governatore di Belgorod.

A pensar male si fa peccato, lo sappiamo benissimo, ma i maggiori quotidiani italiani confermano la loro linea di disinteresse verso quello che sta succedendo in Ucraina (e gli ovvi riflessi planetari della cosa) e stanno colpevolmente sottovalutando quello che sta succedendo negli oblast di Belgorod e Kursk. Capiamo benissimo che non tutte le informazioni che circolano online sono da prendere per vere e vanno verificate il più possibile prima di essere pubblicate, ma questo discorso non regge più quando al posto di queste importantissime breaking news vengono pubblicate parola per parole le dichiarazioni prese dai media di stato russi che, lasciatecelo dire, sono pura disinformazione.

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