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Ferrero (Nutella) non sospende le attività in russia

Ferrero, l’amaro gusto della Nutella in russia

Mentre nel mondo ci sono aziende multinazionali che hanno deciso il giorno stesso dell’invasione dell’Ucraina da parte della russia di terminare il loro business in russia (e non sono fallite), ci sono altre compagnie che hanno cinicamente continuato a fare affari con il cremlino, alimentando con golosi introiti le casse dell’amministrazione russa.
Triste fiore all’occhiello per l’Italia è la Ferrero, produttrice di Nutella e altri brands famosissimi, che ha deciso che sì, la guerra non le piace, ma i rubli le piacciono ancora di più.

Ferrero: sospendo il business in russia, anzi no.

La produzione nello stabilimento vicino a mosca e le vendite dirette in russia continueranno come al solito

Poco dopo l’inizio della guerra la Ferrero ha fatto uscire un comunicato stampa in cui sosteneva di sospendere le attività non essenziali in russia a causa della drammatica situazione in Ucraina. Pur senza proclami di una strategia di exit dalla russia, il comunicato lasciava ben sperare. Due giorni dopo, il nuovo comunicato in cui Ferrero rettificava la parola “sospensione” con “pausa”. Ovvero, per adesso ci defiliamo leggermente, pronti a tornare prepotentemente sul mercato dell’invasore non appena tutto sarà risolto.
Questa pausa delle operazioni non essenziali significa solo il temporaneo arresto delle attività di marketing e pubblicità, mentre la produzione nello stabilimento vicino a mosca e le vendite dirette in russia continueranno come al solito.
Dopo questi comunicati è il vuoto pneumatico più totale sull’argomento da parte dell’azienda italiana, ad eccezione della decisione di una donazione all’Unicef per l’emergenza Ucraina che, alla luce dei fatti, sembra quasi più un atto di marketing o un modo per lavarsi la coscienza piuttosto che un contributo sostanziale alla causa.

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Il cinismo del sito russo di Ferrero

Comunicato Ferrero russia
Parte del comunicato presente sul sito di Ferrero russia.

Come se non bastasse, sul sito russo di Ferrero troviamo i comunicati di sviluppo etico e sostenibile (!!!) della loro produzione, del fatto che ad Agosto 2022 (ovvero 6 mesi dopo l’invasione russa ai danni dell’Ucraina) hanno raggiunto nell’impianto produttivo di mosca gli obbiettivi del loro piano quinquennale di risparmio energetico! Mentre in occidente combattevamo con i rincari della materia prima di gas naturale, Ferrero ne annunciava una riduzione dell’utilizzo nel suo stabilimento russo del 21%.
Se non è cinismo questo, allora non sappiamo proprio come definirlo.

I Brands Ferrero

Ferrero Estathe Russia
Uno dei tanti e famosi brand Ferrero

Ferrero ovviamente non produce solamente Nutella, altri prodotti famosissimi del gruppo sono:
Estathe (beverage);
Nutella (cioccolato spalmabile);
Kinder (quindi tutti gli snack come Kinder Fetta al Latte, Kinder Sorpresa, Kinder Cereali, Kinder Bueno);
Tic Tac (caramelle);

Comprare o no i prodotti Ferrero?

Ogni euro in più che diamo ad un’azienda che continua il suo business in russia è un euro che contribuisce a rafforzare il concetto che ai consumatori non importa da che parte della storia si sta

Il dilemma etico sui consumi è sempre attuale. Cosa possiamo fare noi per dare un segnale? Per far capire che la strada di un sostegno all’economia russia sta provocando migliaia di morti innocenti in Ucraina?
Il consumatore ha sempre una scelta possibile in un mercato così vasto come il nostro dove una quasi infinita scelta di prodotti non dovrebbe creare difficoltà nella sostituzione di quei brands che sono contrari alla nostra idea di etica. Se poi non possiamo rinunciare alla Nutella o all’Estathe allora non rinunciamoci, ma teniamo sempre bene a mente che a differenza della Ferrero, altri grandi marchi hanno ritirato i loro prodotti dagli scaffali russi per non essere mai associati alla russia.

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Esiste però un dato di fatto oggettivo. Ogni euro in più che diamo ad un’azienda che continua il suo business in russia è un euro che contribuisce a rafforzare il concetto che ai consumatori non importa da che parte della storia si sta, l’importante è solo gustarsi lo spettacolo in televisione, davanti ad un bicchierone di Nutella, che tanto, prima o poi, tutto passa.

Vi consigliamo di seguire anche i siti B4Ukraine e Leave russia. Entrambe le fonti sono ricche di informazioni riguardanti tutte le aziende internazionali che non hanno ancora abbandonato il mercato russo. Potrete scoprirne delle belle.